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Villa Zeri, la celebre residenza di Mentana (Roma) appartenuta allo storico dell’arte Federico Zeri, entra ufficialmente nel Sistema museale nazionale. L’iniziativa prende forma grazie alla firma dell’Accordo di valorizzazione siglato tra il Ministero della Cultura e l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, proprietaria del complesso.
Federico Zeri nacque a Roma nel 1921 e morì il 5 ottobre 1998 nella sua villa di Mentana. Studioso e storico dell’arte eccentrico, è considerato uno dei più straordinari conoscitori del Novecento.
La gestione della struttura sarà affidata all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo – Direzione musei nazionali della città di Roma, sotto la guida del direttore Luca Mercuri e con il rettore dell’Ateneo bolognese Giovanni Molari. Al fianco delle istituzioni opererà la Fondazione Federico Zeri per definire le linee programmatiche di un progetto pluriennale che trasformerà la villa in un polo pubblico permanente dedicato a ricerca, formazione, conservazione e sperimentazione artistica.
Un progetto dinamico: “Villa Zeri. Abitare le immagini”
Realizzata nei primi anni Sessanta su disegno dell’architetto Andrea Busiri Vici, la villa di Mentana è stata per decenni un laboratorio di pensiero unico nel suo genere, dove dimensione privata, archivio e studio scientifico coincidevano perfettamente con il metodo analitico di Zeri.
Il programma di valorizzazione, intitolato significativamente “Villa Zeri. Abitare le immagini”, prevede una serie di interventi progressivi per consentire l’apertura pubblica e la piena accessibilità del sito. Il percorso integrerà mostre temporanee focalizzate sui temi centrali della carriera dello studioso, seminari specialistici, iniziative didattiche e percorsi di alta formazione sviluppati in sinergia con università e musei internazionali. Parallelamente, il complesso ospiterà residenze d’artista e interventi di restauro, mettendo in dialogo costante la memoria della casa-museo con la produzione culturale contemporanea.
La rete delle dimore d’autore e la visione del territorio
L’operazione si colloca all’interno di una precisa strategia promossa dalla Direzione generale Musei per consolidare il circuito delle case-museo e delle dimore d’artista. Villa Zeri si aggiunge infatti a un sistema culturale diffuso che comprende già realtà d’eccellenza come Casa Balla, Casa Pasolini, Casa Museo Mario Praz, Casa Boncompagni Ludovisi e Casa Hendrik Christian Andersen.
L’intervento riflette inoltre la visione strategica del Piano Olivetti, orientato al riequilibrio territoriale e alla promozione della cultura al di fuori dei consueti poli dei centri storici principali, trasformando Mentana in un punto di riferimento culturale di livello internazionale.
Le dichiarazioni dei protagonisti
Il ministro della Cultura Alessandro Giuli ha sottolineato come la dimora custodisca l’eredità di uno dei più grandi storici dell’arte del Novecento e la sua idea della conoscenza come esercizio critico, evidenziando il dovere delle istituzioni di trasformare questi patrimoni in capitale pubblico per le nuove generazioni.
Il rettore dell’Università di Bologna, Giovanni Molari, ha espresso profonda gratitudine per la scelta di Zeri di affidare all’Ateneo la sua eredità, garantendo una prospettiva di lungo termine che trasformerà la villa in un centro stabile di ricerca e fruizione pubblica.
Il direttore Luca Mercuri ha evidenziato come l’acquisizione arricchisca la rete affidata all’Istituto Pantheon e Castel Sant’Angelo, trasformando la residenza in un luogo vivo di partecipazione e divulgazione. Un concetto ribadito anche da Alfonsina Russo, Capo del Dipartimento per la Valorizzazione, e Massimo Osanna, Capo del Dipartimento per le Attività culturali, che hanno definito Villa Zeri un modello innovativo in cui memoria storico-artistica, formazione e creazione contemporanea convivono in modo permanente.
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