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Giuseppe Sala comincia a mettere a fuoco il dopo Palazzo Marino. Mancano ancora diversi mesi alla fine del suo secondo mandato da sindaco di Milano, ma la domanda sul futuro politico ormai lo accompagna stabilmente. E questa volta il primo cittadino, intervenuto in diretta a Un giorno da pecora su Rai Radio 1, ha lasciato aperta una possibilità precisa: una candidatura alle elezioni politiche. “Candidarsi alle elezioni politiche? Magari non ci sono molte alternative a quello, dipende”, ha detto Sala rispondendo ai conduttori che gli chiedevano cosa farà tra un anno, quando si chiuderà la sua esperienza alla guida della città.
“In Parlamento? Dipende. Alle Regionali no”
L’ipotesi Parlamento, dunque, resta sul tavolo. Più netta, invece, la risposta su un’eventuale candidatura alle elezioni regionali: “Alle regionali no, non mi sento di fare altri cinque anni così come impegno”. Il sindaco ribadisce comunque una disponibilità generale a restare nel campo politico, purché ci siano le condizioni. “Non ho deciso cosa farò ancora, vorrei continuare in politica ma ci devono essere le condizioni, non è un obbligo, io sono uno operativo, non voglio essere un peso per nessuno”, ha spiegato.
Il bilancio degli anni da sindaco: “Finisco sereno, il voto si potrà dare solo tra qualche anno”
Sala ha poi tracciato un primo bilancio della sua lunga stagione milanese, iniziata ancora prima dell’elezione a sindaco con l’esperienza di Expo. “Ho fatto undici anni da sindaco, prima 5 anni di Expo che non sono stati una passeggiata di primavera, la mia parte l’ho fatta, finisco sereno”, ha osservato. Nessuna autovalutazione secca, almeno non pubblicamente. “Non mi do un voto, me lo darei alto per l’impegno perché ho lavorato tantissimo, il voto al sindaco secondo me bisogna darlo qualche anno dopo, quando c’è più serenità“, ha aggiunto. Una formula prudente, anche perché il giudizio su questi anni resta inevitabilmente diviso tra chi rivendica la trasformazione internazionale di Milano e chi contesta sicurezza, casa, traffico, cantieri e gestione urbanistica.
Il rimpianto dei Navigli aperti: “I costi mi hanno spaventato”
Tra i progetti non realizzati, Sala ha indicato la riapertura dei Navigli, uno dei temi più suggestivi ma anche più complessi della sua stagione amministrativa. “Ero partito con l’idea di riaprire i Navigli, un’ idea molto affascinante e mi sono fatto spaventare dal costo significativo”, ha raccontato. Secondo il sindaco, quel progetto avrebbe potuto cambiare profondamente il volto della città: “Sarebbe stato un progetto che avrebbe migliorato Milano, una vera rivoluzione anche per il traffico”.
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