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Andrea Sempio non si sottoporrà alla consulenza psichiatrica disposta dalla Procura di Pavia nell’ambito della nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi. Ad annunciarlo è stato il suo legale, Liborio Cataliotti, intervenuto durante la trasmissione televisiva Quarto Grado su Retequattro. “È una consulenza ancora una volta di parte”, ha spiegato l’avvocato, escludendo la partecipazione del proprio assistito all’accertamento disposto dagli inquirenti. “Ci mancherebbe solo che andasse, proprio per il fatto che contestiamo la tempistica”, ha aggiunto. Secondo la difesa, infatti, la valutazione sulla personalità e sull’eventuale stato psichico dell’indagato non dovrebbe precedere l’accertamento definitivo dei fatti contestati.
Cataliotti: “Prima le prove, poi le valutazioni personologiche”
L’avvocato di Sempio ha motivato il rifiuto sostenendo che l’ordine logico delle verifiche investigative dovrebbe essere diverso. “Noi crediamo che l’accertamento dei fatti e le prove dei fatti debbano presiedere a una valutazione personologica”, ha dichiarato Cataliotti. Un principio che, secondo il legale, vale ancora di più quando si affrontano eventuali ipotesi di patologie psichiatriche che potrebbero essere portate all’attenzione dell’opinione pubblica prima che venga accertata qualsiasi responsabilità penale.
La consulenza disposta dalla Procura di Pavia
La decisione della difesa arriva a poche ore dall’annuncio della Procura di Pavia. Mercoledì 28 maggio il procuratore capo di Pavia, Fabio Napoleone, aveva comunicato il conferimento di un incarico allo psichiatra Roberto Catanesi per verificare se Andrea Sempio presenti “condizioni patologiche” idonee a incidere sulla capacità di intendere e di volere. L’obiettivo dell’accertamento è valutare l’eventuale presenza di disturbi o alterazioni psicologiche che possano avere rilievo ai fini dell’imputabilità e verificare anche l’eventuale correlazione con i fatti contestati.
Perché la Procura ha disposto i nuovi accertamenti
Nella nota diffusa il 28 maggio, la Procura aveva spiegato che la decisione è maturata dopo il deposito, da parte della difesa di Sempio, di diverse consulenze tecniche successive alla notifica dell’avviso di conclusione delle indagini. Poiché i termini delle indagini preliminari restano aperti fino al 28 settembre 2026, i magistrati hanno ritenuto opportuno effettuare ulteriori approfondimenti tecnici, chiedendo ai consulenti del pubblico ministero di verificare le tesi avanzate dalla difesa e di valutarne il rigore scientifico. Tra gli aspetti oggetto di esame figurano la presenza di eventuali disturbi rilevanti sotto il profilo dell’imputabilità, il loro possibile collegamento con il delitto contestato e l’eventuale configurabilità di una condizione di pericolosità sociale.
Secondo la Procura, gli accertamenti sono finalizzati a garantire una ricostruzione della vicenda “quanto più completa, oggettiva e scientificamente fondata”. La difesa, però, ha già fatto sapere che Andrea Sempio non collaborerà a questa fase dell’indagine.
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