Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Kenan Yildiz resta il simbolo tecnico della nuova Juventus, ma la Champions mancata dopo il pareggio con il Torino (con sospensione per soccorrere un tifoso ferito) obbliga il club a guardare altrove per fare cassa. Vlahovic, Bremer, Cambiaso, Gatti e Thuram sono i nomi da monitorare. Per quanto riguarda Luciano Spalletti, invece, il tecnico ha detto di voler restare a Torino ma il suo destino resta comunque incerto dopo la qualificazione in Europa League.
Yildiz non si tocca, almeno fino all’offerta folle
Il primo nome che i tifosi non vogliono nemmeno sentire è Kenan Yildiz. E hanno ragione. In una Juventus piena di dubbi, il turco è l’unica certezza capace di accendere lo stadio, vendere futuro e dare un senso tecnico al nuovo ciclo.
Il Corriere dello Sport ha scritto che Yildiz è centrale e non partirà nemmeno senza Champions; solo una proposta “fuori da ogni logica”, sopra i 100 milioni, potrebbe far vacillare il club. Transfermarkt lo valuta 75 milioni, con contratto fino al 2030 dopo il rinnovo di febbraio.
Il messaggio della Juventus dovrebbe essere semplice: Yildiz non è una plusvalenza, è il progetto. Venderlo ora significherebbe presentarsi ai tifosi con una bandiera bianca, più che con un piano. Però il calcio moderno è crudele: quando mancano i soldi Champions, anche i nomi intoccabili finiscono almeno dentro una simulazione di bilancio.
Vlahovic, il peso più grosso sul tavolo
Se Yildiz è il futuro, Dusan Vlahovic è il problema immediato. Il serbo ha contratto in scadenza nel 2026, valore Transfermarkt da 35 milioni e un ingaggio lordo stimato da Capology in 22,22 milioni per la stagione 2025/26. Numeri che, fuori dalla Champions, diventano enormi.
Goal ha scritto che la Juve non dovrebbe alzare l’offerta iniziale da 6 milioni netti a stagione, circa la metà dell’attuale stipendio percepito dal giocatore. Se Vlahovic non accetta, la società si trova davanti a un bivio: venderlo ora o rischiare un’uscita a zero.
E qui la polemica con la gestione di Damien Comolli è inevitabile. Com’è possibile che il centravanti più pagato diventi anche il nodo più fragile? La Juve ha bisogno dei suoi gol, ma non può permettersi di restare ostaggio di un contratto così pesante. Se deve nascere una squadra più sostenibile, il primo intervento passa proprio dal numero 9.
Bremer, Cambiaso, Gatti e Thuram: le plusvalenze possibili
Poi c’è la difesa. Il Corriere dello Sport ha indicato Bremer come possibile sacrificabile, ricordando la clausola da 54 milioni. Transfermarkt lo valuta 35 milioni e il suo contratto arriva al 2029: non è un giocatore da svendere, ma può generare un incasso vero.
Andrea Cambiaso è un altro nome forte. Transfermarkt lo valuta 30 milioni, ma il punto non è solo il valore di mercato: è la possibilità di costruire una plusvalenza importante. Il Corriere dello Sport ha scritto che proprio Cambiaso e Gatti sono tra i profili da cui la Juve spera di ottenere margini pesanti.
Federico Gatti, valutato 16 milioni da Transfermarkt e sotto contratto fino al 2030, può essere meno scintillante sul mercato internazionale, ma resta un asset utile se arrivano offerte. Khephren Thuram, invece, vale 40 milioni secondo Transfermarkt e piace per età, fisico e margine: venderlo sarebbe doloroso, ma economicamente avrebbe senso solo davanti a una proposta importante.
La nuova Juve nasce da una scelta impopolare
La Juventus non potrà vendere tutti. Ma quasi certamente dovrà scegliere almeno un sacrificio. Goal ha parlato di possibili cessioni eccellenti, con Bremer, Cambiaso, Thuram e Conceiçao tra i profili da valutare, mentre il Corriere dello Sport ha indicato Yildiz, Locatelli e McKennie tra i punti fermi.
La domanda, allora, è una sola: meglio vendere chi pesa troppo, chi garantisce più incasso o chi fa meno danni tecnici? La risposta determinerà la prossima stagione.
Yildiz deve restare il volto della ripartenza. Ma se la Juve vuole proteggerlo davvero, deve costruirgli intorno una squadra credibile. E per farlo, senza Champions, servirà una cessione che farà discutere. Il mercato bianconero non è ancora iniziato, ma la polemica sì.
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