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La crescente instabilità politica del Regno Unito sta iniziando a riflettersi sui mercati obbligazionari in modo simile a quanto storicamente avvenuto in Italia.

Lo sostiene un’analisi del Financial Times, secondo cui la rapida successione di premier britannici negli ultimi anni — da Theresa May a Boris Johnson, Liz Truss, Rishi Sunak e Keir Starmer — ha progressivamente eroso la reputazione del Regno Unito come rifugio finanziario stabile. Il paragone è alla tradizione politica italiana del dopoguerra che ha visto la durata media degli esecutivi non superare i 14 mesi. Secondo il quotidiano, l’incertezza politica e i timori di minore disciplina fiscale hanno contribuito all’impennata dei rendimenti dei gilt britannici trentennali fino al 5,8%, oltre i livelli raggiunti durante la crisi del mini-budget di Liz Truss nel 2022. Il quotidiano evidenzia inoltre un altro elemento di vulnerabilità comune all’Italia: il crescente peso degli investitori esteri nel mercato del debito pubblico britannico, che rende il mercato più esposto a fughe di capitali e volatilità politica.

Cosa si può fare per far fronte a questo trend, si chiede il quotidiano. “In Italia esiste da tempo una tradizione volta a incoraggiare le istituzioni finanziarie domestiche ad acquistare più titoli di Stato. Ci sono state inoltre emissioni obbligazionarie rivolte specificamente agli investitori retail. Nel Regno Unito, invece, le pressioni si sono mosse nella direzione opposta. Le modifiche alle regole pensionistiche e il progressivo ridimensionamento del settore dei fondi a rendimenti prestazione definita hanno ridotto l’appetito per i gilt. Anche il ridimensionamento del programma di quantitative easing della Bank of England ha ridotto il sostegno rappresentato dagli investitori stabili nei titoli di Stato britannici.

Ma nulla impedisce politiche più creative che possano rafforzare l’interesse domestico per i gilt. Recentemente Barclays ha indicato che la domanda di gilt potrebbe aumentare di 150 miliardi di sterline e che i costi di finanziamento potrebbero diminuire di 2,5 miliardi di sterline l’anno se venissero allentate le regole sul capitale che le banche devono detenere a fronte delle loro esposizioni in titoli di Stato”. “Il post scriptum, naturalmente – conclude l’Ft – è che la traiettoria attuale dell’Italia si è allontanata dalla tradizione italiana. La stabile coppia formata dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti (in carica ormai da ben tre anni e mezzo) ha mantenuto la disciplina di bilancio. Una delle ricompense è stata avere rendimenti trentennali inferiori di oltre un punto percentuale rispetto a quelli britannici”. I mercati sembrano inoltre sottovalutare i rischi di una possibile futura svolta populista nel Regno Unito legata a Nigel Farage.

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