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Ogier chiude il venerdì del Rally del Portogallo 2026 davanti a Neuville per 3,7 secondi dopo il problema di Fourmaux.
Sébastien Ogier chiude la prima giornata completa del Vodafone Rally de Portugal 2026 al comando, ma con un margine minimo: appena 3,7 secondi su Thierry Neuville. È una notizia che conta non solo per la classifica del WRC, ma anche per il valore tecnico di una gara che conferma quanto il Mondiale Rally resti uno dei laboratori più severi per affidabilità, gestione pneumatici, assetti e resistenza meccanica. Sugli sterrati portoghesi, dove ritmo e prudenza devono convivere, la differenza non l’ha fatta soltanto la velocità pura, ma la capacità di evitare errori in una giornata che ha cambiato volto più volte.
Il venerdì sembrava inizialmente indirizzato verso Adrien Fourmaux, competitivo e solido nella prima parte della tappa. Il pilota Hyundai aveva superato il leader provvisorio Oliver Solberg e costruito un vantaggio di 7,7 secondi, sostenuto da una buona scelta di pneumatici e da una condotta efficace sulle prove speciali più insidiose. La svolta è arrivata però sulla SS8 Góis, dove un’uscita di strada gli ha causato due forature, all’anteriore e al posteriore destro. Un episodio che lo ha fatto precipitare dal primo al sesto posto, riaprendo completamente la corsa per la leadership.
A quel punto è emersa l’esperienza di Ogier. Il francese, sette volte vincitore in Portogallo, aveva trascorso la mattinata alla ricerca del giusto equilibrio sulla sua Toyota GR Yaris Rally1, senza forzare oltre il necessario. Nel pomeriggio ha evitato i problemi che hanno colpito i rivali, ha preso il comando e ha consolidato la posizione con il miglior tempo nella speciale di Lousã 2. «Domani inizia un nuovo rally», ha spiegato a fine giornata, riconoscendo quanto il margine resti fragile in vista della tappa più lunga.
Alle sue spalle, Thierry Neuville ha costruito una rimonta pragmatica. Il belga non ha avuto una mattinata semplice, alle prese con il bilanciamento della sua Hyundai i20 N Rally1, ma ha limitato i danni e ha aumentato il passo con il migliorare delle condizioni. Il successo parziale a Lousã 1 e soprattutto il miglior tempo conclusivo a Mortágua 2 gli hanno permesso di ridurre il distacco da Ogier a soli 3,7 secondi. In un rally ancora lungo e su fondi destinati a cambiare, è un divario che lascia aperto ogni scenario.
La giornata ha confermato anche la crescita di Sami Pajari, terzo a 15,2 secondi dal leader dopo una delle sue prove più solide su sterrato al volante di una vettura Rally1. Il finlandese ha vinto le prime speciali di Mortágua 1 e Arganil 1, risalendo fino alla seconda posizione assoluta. Qualche sbavatura nel pomeriggio, tra una gomma uscita dal cerchio, un mezzo testacoda e il parabrezza danneggiato nell’ultima prova, gli è costata secondi preziosi, ma non lo ha escluso dalla lotta per il podio.
Più complessa la giornata di Oliver Solberg, ora quarto a 1,2 secondi da Pajari. Dopo aver perso la leadership al mattino, lo svedese ha faticato a ritrovare il feeling con la vettura, pur restando vicino ai migliori. Anche lui ha rischiato grosso nella stessa zona della speciale di Góis che ha poi tradito Fourmaux, ma è riuscito a proseguire e a chiudere la giornata con un secondo tempo incoraggiante nell’ultima prova.
Il leader del campionato Elfyn Evans ha concluso il venerdì in quinta posizione, a 32,5 secondi da Ogier. Per il gallese è stata una giornata di gestione più che di attacco, condizionata anche dalla posizione di partenza e da condizioni del fondo molto difficili. Il suo commento sulla Mortágua, definita quasi una “spiaggia” tra i solchi, restituisce bene il livello di abrasione e instabilità incontrato dagli equipaggi.
Fourmaux resta sesto, a 34,3 secondi dalla vetta e a 1,8 secondi da Evans. Il francese ha spiegato di aver perso i freni prima dell’uscita che gli ha compromesso la giornata. Alle sue spalle c’è Takamoto Katsuta, settimo dopo una tappa complicata alla ricerca di aderenza e fiducia con la Toyota. Ottavo Dani Sordo con Hyundai, penalizzato da una scelta gomme non ideale al mattino e da altro tempo perso nel pomeriggio.
Più indietro, M-Sport Ford ha vissuto una giornata difficile. Josh McErlean è nono nonostante una penalità di 50 secondi legata a un ritardo in uscita dall’assistenza remota, causato da un problema all’avviamento della sua Puma Rally1. Il compagno Jon Armstrong ha dovuto invece completare il giro pomeridiano senza servosterzo, con un lavoro supplementare anche per il copilota Shane Byrne. Mārtiņš Sesks, dopo segnali di crescita con tempi interessanti a Góis e Lousã 2, ha perso oltre tre minuti per una doppia foratura nell’ultima prova.
Nel WRC2, il migliore di giornata è Nikolay Gryazin, decimo assoluto con Lancia, davanti a Jan Solans. Anche questa classifica conferma quanto il Portogallo sia una gara di selezione, dove la prestazione deve essere sostenuta da affidabilità, gestione delle gomme e capacità di leggere il fondo prova dopo prova.
Sabato sarà la giornata più lunga del rally, con due passaggi su Felgueiras, Cabeceiras de Basto, Amarante e Paredes, prima della super speciale di Lousada. Con Ogier e Neuville separati da meno di quattro secondi, Pajari e Solberg ancora vicini e Fourmaux chiamato alla rimonta, il Rally del Portogallo entra nella sua fase decisiva. Per il WRC è una sfida sportiva; per i costruttori è un test industriale estremo su tecnologia, robustezza e capacità di trasformare la competizione in sviluppo prodotto.
In Breve
Evento: Vodafone Rally de Portugal 2026
Leader dopo venerdì: Sébastien Ogier
Vantaggio su Neuville: 3,7 secondi
Terzo classificato: Sami Pajari, a 15,2 secondi
Quarto: Oliver Solberg, a 1,2 secondi da Pajari
Quinto: Elfyn Evans, a 32,5 secondi
Sesto: Adrien Fourmaux, dopo doppia foratura sulla SS8
Miglior WRC2: Nikolay Gryazin, decimo assoluto
Prossima tappa: sabato con Felgueiras, Cabeceiras de Basto, Amarante, Paredes e Lousada
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