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Questa iniezione di greggio supererebbe i 182 milioni di barili che i Paesi membri avevano hanno immesso sul mercato nel 2022 a causa della guerra in Ucraina
L’Agenzia Internazionale per l’Energia (Aie) ha proposto il più grande rilascio di riserve petrolifere della sua storia per contrastare l’impennata dei prezzi del greggio innescata dalla guerra di Stati Uniti e Israele con l’Iran. Lo riporta il Wall Street Journal. Questa iniezione di greggio supererebbe i 182 milioni di barili che i Paesi membri avevano hanno immesso sul mercato nel 2022 a causa della guerra in Ucraina, afferma il quotidiano citando funzionari a conoscenza delle discussioni. La proposta è stata fatta circolare ieri durante una riunione di emergenza tra i funzionari del settore energetico dei 32 paesi membri dell’Aie e una decisione è prevista oggi.
Continuano a scendere i prezzi del petrolio. Sui mercati asiatici i future sul Wti sono rimasti sotto gli 85 dollari al barile a 83,20 (-0,2%) e quelli sul Brent sotto i 90 dollari a 87 (-0,9%), prolungando le forti perdite dopo le notizie secondo cui l’Aie avrebbe proposto il più grande rilascio coordinato di riserve petrolifere della sua storia per contribuire a calmare i mercati. Tuttavia, l’incertezza sulla guerra in Iran e sul trasporto marittimo attraverso il cruciale Stretto di Hormuz ha tenuto gli investitori cauti.
Sul campo infatti la situazione militare nel Golfo continua a peggiorare. Gli Stati Uniti e Israele hanno condotto attacchi aerei particolarmente intensi contro obiettivi iraniani, mentre la marina americana ha distrutto diverse imbarcazioni posamine vicino allo Stretto di Hormuz.
Le tensioni stanno già avendo ripercussioni sulle infrastrutture energetiche regionali: ADNOC ha fermato la raffineria di Ruwais dopo un incendio provocato da un attacco con droni. Anche l’Arabia Saudita, il maggiore esportatore di petrolio al mondo, sta cercando di aumentare le esportazioni attraverso il Mar Rosso, ma i volumi restano insufficienti per compensare il calo delle forniture dal Golfo.
Negli Stati Uniti, la domanda interna rimane sostenuta: le scorte di greggio, benzina e distillati sono diminuite nell’ultima settimana, secondo i dati dell’American Petroleum Institute, segnalando un mercato ancora teso nonostante la volatilità globale.
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