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Lorenzo Cherubini compie 60 anni. Nato nella Capitale e cresciuto musicalmente tra radio e consolle romane, è passato dal rap ingenuo degli esordi alla canzone d’autore, attraversando quasi quarant’anni di musica italiana senza smettere di cambiare pelle. E proprio nel 2026 Roma è tornata al centro della sua storia.

Lorenzo Cherubini all’anagrafe ma per tutti è Jovanotti. Sessant’anni dopo è difficile rinchiuderlo dentro una definizione: rapper, cantautore, dj, performer, viaggiatore. Forse perché la sua carriera è stata soprattutto una lunghissima fuga dalle etichette.

Roma, però, viene prima di tutto. È qui che cresce e vive fino a 19 anni, prima del trasferimento a Milano e dell’incontro con Claudio Cecchetto. Ed è nelle radio e nelle discoteche romane che un Lorenzo ancora adolescente comincia a fare il dj, innamorandosi della dance e di quell’hip hop americano che in Italia, allora, era ancora materiale per pochi iniziati.

Dal cappellino di Jovanotti alla canzone d’autore

Poi arrivano Gimme Five, È qui la festa?, Jovanotti for President. Cappellino, catene, rap, televisioni e un entusiasmo adolescenziale che alla fine degli anni Ottanta divide la critica ma conquista il pubblico. Nel 1989 arriva anche Sanremo con Vasco.

Sembrava destinato a essere una fotografia di quegli anni. Invece cambia. Con Una tribù che balla, Lorenzo 1992 e soprattutto Lorenzo 1994, Jovanotti comincia a spostarsi verso una scrittura più adulta. Rap, funk, world music e canzone italiana finiscono nello stesso frullatore. Da lì arriveranno brani diventati pezzi della memoria collettiva, mentre quello che sembrava un fenomeno generazionale diventa uno degli artisti più longevi della musica italiana.

A sessant’anni, il ritorno a Roma

Il 2026 ha quasi chiuso il cerchio. Il Jova Giro è partito e terminato a Roma e il 12 e 13 settembre Jovanotti ha portato il suo show al Circo Massimo. Nella seconda serata è salito sul palco anche il sindaco Roberto Gualtieri per un omaggio musicale alla città. Roma Capitale ha inoltre annunciato per Cherubini la Lupa Capitolina, massima onorificenza cittadina.

Qualche mese prima, in Campidoglio, Jovanotti aveva ricordato di aver vissuto a Roma fino a diciannove anni e di essersi innamorato proprio qui della musica e dell’arte. Un rapporto forse meno esibito di quello con Cortona, ma mai cancellato. A sessant’anni Lorenzo continua così a fare quello che gli riesce meglio: muoversi. Ma per quanto abbia girato il mondo, il punto di partenza resta lo stesso.

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