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Tra Antitrust, ticking fee e 49 miliardi di debito, il vero nodo è la tenuta finanziaria del colosso
Conviene agli azionisti di Warner Bros approvare la fusione da 110 miliardi di dollari con Paramount Skydance quando si riuniranno in assemblea il prossimo 23 aprile? Secondo la società di consulenza indipendente Glass Lewis assolutamente si dato che la fusione prevista creerebbe un colosso dell’intrattenimento con una delle librerie di contenuti più storiche del settore, unendo franchise come “Game of Thrones”, “Mission: Impossible” e “Harry Potter”.
L’accordo, dice Glass Lewis, offre agli azionisti Warner un valore in contanti immediato e sopratutto certo che appare molto più favorevole rispetto ai potenziali risultati del precedente accordo con Netflix. “Sebbene vi siano alcuni rischi rispetto al parere favorevole dell’Antitrust spiega il report della società di consulenza- l’equilibrio generale dei fattori favorisce il sostegno alla fusione con Paramount Skydance”. Glass Lewis ha ovviamente raccomandato agli azionisti di votare contro l’approvazione dei pagamenti dei paracadute miliardari che potrebbero vedere l’amministratore delegato della Warner, David Zaslav, intascare fino a 887 milioni di dollari dopo la vendita della società.
“L’azienda – ha scritto nel report- deve essere preoccupata per l’aggiunta tardiva di lordi fiscali e per la maturazione accelerata di premi azionari per Zaslav”. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha inviato degli ordini di comparizione nell’ambito dell’indagine sull’operazione di fusione tra Warner Bros e Paramount Skydance, come ha specificato il mese scorso la Reuters. La mossa indica che l’agenzia sta procedendo con la sua indagine su un accordo che unirebbe due grandi studios, insieme alle loro operazioni di streaming e di news.
Paramount ha puntato sulla chiusura dell’accordo in tempi brevi, prevista già per il terzo trimestre dell’anno, promettendo di pagare agli azionisti Warner una “tassa” trimestrale di 25 centesimi per azione a partire da ottobre se l’accordo non sarà concluso.
Nel frattempo, la società media guidata da Davis Ellison figlio del patron di Oracle Larry, ha sindacato la propria linea di credito ponte che è stata collocata presso18 istituti con impegni di debito pari a 49 miliardi di dollari, rispetto ai precedenti 54. I finanziamenti sono garantiti con prelazione di primo grado su tutti gli asset di Paramount, inclusi Paramount Global, Skydance Media e Warner Bros a seguito del perfezionamento della fusione. “Il successo della sindacazione del debito e le nuove linee di credito rappresentano un’altra tappa fondamentale verso il completamento dell’operazione”, ha dettoAndy Gordon, Chief Strategy Officer e Chief Operating Officer di Paramount. Il finanziamento si prospetta come uno dei maggiori pacchetti di debito dell’anno. E infatti l’entità post-fusione avrà un indebitamento finanziario netto di poco inferiore agli 80 miliardi di dollari, come dichiarato da Paramount a marzo. Alla fine dello scorso anno, Paramount registrava un debito netto di 10,36 miliardi di dollari, mentre Warner Bros attestava il suo a 29 miliardi.
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