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Vannacci lascia la Lega, anche all’Europarlamento: effetti e conseguenze
Era nell’aria da settimane, ora è ufficiale: Roberto Vannacci ha lasciato la Lega, sancendo la rottura definitiva anche sul piano europeo. L’ex generale non è infatti più membro del Gruppo dei Patrioti per l’Europa (PfE) al Parlamento europeo, la formazione che riunisce, tra gli altri, la Lega e il Rassemblement National di Marine Le Pen. La separazione politica è stata accompagnata da un messaggio personale rivolto a Salvini: “Ti voglio bene, ma la mia strada è un’altra”, ovvero il nuovo progetto politico: Futuro Nazionale. Poche ore dopo il divorzio dalla Lega, il generale ha infatti pubblicato sui social il simbolo e il manifesto del movimento, presentandolo come l’inizio di una nuova avventura: “Inseguo un sogno, e vado lontano. Futuro Nazionale. Il mio impegno, da sempre, è quello di cambiare l’Italia”.
Il manifesto chiarisce immediatamente la collocazione del nuovo soggetto politico. Come sottolinea il Corriere, Vannacci rivendica una destra radicale e identitaria, distante sia dal moderatismo sia da qualsiasi compromesso: “La mia destra non è moderata”, scrive, “nessun pugile vince un incontro tirando ganci moderati”. Al centro ci sono concetti come identità nazionale, sovranità, remigrazione, radici cristiane e romane dell’Italia. L’ex generale struttura la sua “carta dei valori” attraverso una sequenza alfabetica: virtù, identità, libertà, eccellenza, tradizione, amore. Nel testo trovano spazio posizioni nette su immigrazione e integrazione, con la remigrazione indicata come necessità per chi non si assimila, sulla legittima difesa (“la difesa è sempre legittima”), sul rifiuto dei cosiddetti “delitti d’opinione” e sull’idea di famiglia, definita come “unica e insostituibile”, fondata su un uomo e una donna. L’Italia evocata da Vannacci è “romana e cristiana“, depositaria di una civiltà che va protetta e difesa. Una linea che colloca Futuro Nazionale a pieno titolo nell’area della destra estrema e identitaria.
Le reazioni non si sono fatte attendere. Sul piano politico, la Lega ha preso atto dell’uscita senza strappi formali, ribadendo la propria collocazione europea. Molto più duro invece il commento di Francesco Giubilei, presidente di Nazione Futura, che ha accusato Vannacci di tradimento e ha annunciato un’azione legale contro il simbolo “Futuro Nazionale”, ritenuto un plagio del nome e del logo dell’associazione. Secondo Giubilei, l’operazione di Vannacci rischierebbe di frammentare ulteriormente l’area del centrodestra e favorire indirettamente la sinistra.
Resta ora da capire quali saranno gli effetti politici della rottura e, soprattutto, chi potrebbe seguire Vannacci nella nuova avventura. Secondo quanto sottolinea anche il Corriere, l’attenzione si concentra innanzitutto su alcuni parlamentari leghisti che negli ultimi mesi hanno mostrato dissenso rispetto alla linea del partito. In particolare Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, che a gennaio hanno votato contro il decreto sugli aiuti all’Ucraina. Sasso non ha escluso un passaggio a Futuro Nazionale, riservandosi una decisione nei prossimi giorni, mentre su Ziello i rumor parlano di una possibile adesione. Un altro nome spesso accostato a Vannacci è quello di Emanuele Pozzolo, deputato che negli ultimi mesi si è avvicinato molto alle posizioni del generale.
Ora non resta che capire se e in che misura Futuro Nazionale riuscirà a incidere sugli equilibri politici nazionali. Una cosa però è certa: la Lega dovrà confrontarsi con la nascita di un nuovo soggetto orientato a rappresentare l’area più identitaria dell’elettorato.
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