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Tim, ricompare nelle ultime ore in tv lo spot del 1993 “Una telefonata allunga la vita”, quello con Massimo Lopez
C’è chi l’ha scambiato per un glitch del digitale terrestre e chi, più semplicemente, per un colpo di sonno sul divano: nelle ultime ore è ricomparso in tv lo spot del 1993 “Una telefonata allunga la vita”, quello con Massimo Lopez davanti al plotone d’esecuzione e l’ultimo desiderio trasformato in una chiamata interminabile. E, come succede con le cose vintage che sembravano finite in soffitta, soprattutto se si parla dei vibranti anni ’90, è bastato un passaggio per riaccendere la miccia: commenti a raffica, meme, “me lo ricordo a memoria”, e quel tipo di nostalgia trasversale che unisce generazioni diverse davanti alla stessa cosa.
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La campagna portava la firma di Armando Testa e la regia di Alessandro D’Alatri. L’idea semplice e geniale: un condannato a morte che, invece del rito dell’ultima sigaretta, chiede una telefonata. E la trasforma in un’ancora di salvezza. Una chiamata che si allunga, si perde tra saluti, raccomandazioni e chiacchiere di vita quotidiana, mentre il plotone resta lì, costretto ad aspettare. Un’idea diventata iconica, tanto da raccogliere anche riconoscimenti internazionali, con un premio al Festival della pubblicità di Cannes.
All’epoca la SIP (Società Italiana per l’Esercizio delle Telecomunicazioni) era sinonimo di “telefono” in Italia. Unico gestore, il marchio che stava su cabine, bollette e apparecchi di casa. Poi la trasformazione, nel 1994, in Telecom Italia, fino all’attuale TIM. Proprio per questo rivedere oggi quel logo, sparito dall’orizzonte quotidiano da più di trent’anni, ha un effetto quasi spiazzante. Non è solo nostalgia, sembra proprio un cortocircuito temporale.
L’effetto social pare non sia casuale, ma che sia addirittura voluto? Perché Tim ha alimentato il gioco, e se lo ha fatto davvero, l’ha fatto davvero in maniera impeccabile: in queste ore i profili del brand hanno “indossato” i panni della vecchia SIP, sostituendo l’immagine con lo storico logo e recuperando perfino il claim dello spot. Un dettaglio che sposta l’ago della bilancia dal “sarà andato in onda per errore” al “qualcosa sta per succedere”. Ma cosa?
E qui ci può aiutare anche il calendario. Da domani, 24 febbraio, comincia la settimana del Festival di Sanremo 2026 (fino al 28), e Tim è tra gli sponsor principali. Tradotto? Quell’apparizione improvvisa ha tutta l’aria di un teaser, un modo per scaldare il pubblico con un pezzo di immaginario collettivo prima di svelare il resto nella settimana più pop e chiacchierata d’Italia.
Dunque, errore tecnico? Difficile crederci. Anche perché lo spot è tornato in onda “pulito”, con un richiamo che ribadisce la proprietà del marchio SIP in capo a Tim, un’attenzione che non somiglia affatto a un inciampo di palinsesto.
Intanto, dal colosso delle telecomunicazioni, non arrivano spiegazioni ufficiali e forse è proprio questo il punto. L’operazione sembra costruita per far parlare, rimettere in circolo un ricordo condiviso e lasciare che la curiosità faccia il resto. In attesa della prossima mossa (staremo a vedere e siamo molto curiosi) una cosa appare già abbastanza chiara: non è un errore, è una ricetta. Ma per vedere cosa “bolle in pentola” dobbiamo solamente aspettare e forse neanche troppo, dopotutto già domani comincia il Festival.
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