Rinnovo Patente? Facile ed Economico

image

Meloni vede Salvini e Tajani, vertice a cena a casa della Premier. Tra i dossier aperti la proroga al taglio delle accise, la sconfitta al referendum e il successore di Daniela Santanchè

“Eravamo quattro amici al bar”, cantava Gino Paoli. E invece a cena, ieri sera, a casa di Giorgia Meloni erano in tre: lei, Matteo Salvini e Antonio Tajani. Un vertice informale per fare il punto sulla situazione politica ed economica, che arriva al termine di una settimana particolarmente turbolenta per l’esecutivo, segnata dalla debacle referendaria e da un contesto di crescente incertezza: il prezzo del gasolio ha raggiunto i 2,7 euro al litro, il conflitto in Medio Oriente non mostra segni di de-escalation e gli industriali contestano i tagli a Transizione 5.0 previsti dal decreto fiscale. A questo si aggiunge la pressione delle opposizioni affinché la premier riferisca in Parlamento sulle linee programmatiche del governo.

Per Meloni, la scelta del nuovo ministro del Turismo rappresenta solo uno dei tanti dossier aperti alla vigilia di una settimana decisiva per il futuro dell’esecutivo. Nel Consiglio dei ministri di ieri, raccontano fonti presenti, la premier ha esortato la squadra a “ingranare le marce alte e portare risultati”, in un clima segnato anche da tensioni interne, come quelle tra Adolfo Urso e Giancarlo Giorgetti sulla riduzione degli incentivi alle imprese. Tra le questioni sul tavolo, la proroga del taglio delle accise sui carburanti, in scadenza il 7 aprile, sembra destinata a procedere. Il provvedimento era stato varato il 18 marzo con l’obiettivo di ridurre di 25 centesimi al litro il prezzo di gasolio e benzina, e di 12 centesimi al chilo quello del Gpl. Una decisione definitiva, precisano le stesse fonti, non è ancora stata presa.

I dossier aperti

Politicamente delicati sono anche i dossier sui vertici di Consob e delle società partecipate, con possibili rimpasti significativi, in particolare in Leonardo. Intanto si cerca di sciogliere il nodo del nuovo ministro del Turismo: sembra in pole un tecnico d’area, la presidente dell’Enit Alessandra Priante, che dovrebbe sostituire l’interim assunto dalla premier dopo le dimissioni di Daniela Santanchè. Quest’ultima, nonostante abbia lasciato il governo, è riapparsa sui social per ringraziare i collaboratori del MiTur, sottolineando il valore del lavoro di squadra. Una volta scelto il nuovo ministro, Meloni salirà al Quirinale. Le opposizioni, però, insistono perché la premier riferisca in Parlamento. Pd, M5s, Avs e Iv hanno chiesto ai presidenti di Senato e Camera, Ignazio La Russa e Lorenzo Fontana, di sollecitare l’Aula: a loro avviso, l’esito del referendum e le recenti dimissioni impongono chiarezza e responsabilità verso Parlamento ed elettori.

In questo scenario, le previsioni sul futuro dell’esecutivo sono incerte. Matteo Renzi avverte: “O Meloni va a votare subito o sarà un declino costante”, ipotizzando scenari elettorali anticipati. Secondo le analisi governative, ci sarebbe un milione di voti da recuperare, con la convinzione che la vittoria del “No” sia stata più determinata dai timori legati alla guerra che dalle campagne delle opposizioni. La crisi economica e internazionale pesa più delle tensioni interne a Forza Italia e Lega, e il tema delle elezioni anticipate resta delicato per i meloniani, che hanno sempre puntato sulla narrativa della stabilità.

LEGGI LE NEWS DI POLITICA

Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet