Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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Stellantis sta riportando a listino versioni diesel di almeno sette modelli tra auto e van passeggeri in Europa, in un cambio di rotta “silenzioso” avviato a fine 2025.

La svolta emerge da una revisione dei siti produttivi e da dichiarazioni rilasciate all’agenzia Reuters. Tra i modelli citati compaiono Peugeot 308 e la hatch premium DS N4, oltre a ritorni sul fronte LCV e multispazio come Opel Astra, Opel Combo, Peugeot Rifter, Citroën Berlingo e Fiat Qubo L

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p data-end=”1020″ data-start=”498″>Il contesto è quello di una domanda di veicoli elettrici che, non sta raggiungendo le aspettative, mentre l’Unione Europea sta introducendo maggiore flessibilità nel percorso regolatorio: a dicembre 2025 la Commissione ha presentato una proposta che sostituirebbe l’obiettivo “zero emissioni” al 2035 con un target di riduzione del 90% rispetto ai livelli del 2021 (iter ancora da approvare). In altre parole, più tempo e più opzioni per i motori termici e per soluzioni ibride di transizione.

Sul piano competitivo, il diesel torna interessante per un motivo molto semplice: prezzo e posizionamento. La fonte evidenzia che si tratta di un segmento in cui i rivali cinesi, fortissimi su elettrico e (plug-in) hybrid, non competono in modo significativo. Inoltre, il diesel resta appetibile per chi percorre lunghe distanze, cioè una fascia di clientela che può essere ancora profittevole.

I numeri aiutano a capire perché la mossa faccia rumore: nel 2025,il diesel rappresentava solo il 7,7% delle vendite di nuove auto in Europa, contro il 19,5% delle full electric, lontanissimo dai livelli pre-Dieselgate quando superava il 50%. Proprio per questo, però, riaprire il rubinetto su pochi modelli “mirati” può diventare un modo rapido per difendere volumi e mix, senza inseguire l’elettrico a colpi di sconti.

La scelta arriva anche mentre Stellantis sta gestendo i costi del riposizionamento: a inizio febbraio il gruppo ha annunciato 22,2 miliardi di euro di oneri legati al ridimensionamento delle ambizioni EV (tra cui aggiustamenti del piano prodotto, della catena di fornitura e altri impatti), con il mercato che ha reagito negativamente sul titolo. In questo quadro, ampliare di nuovo l’offerta diesel e continuare su modelli già richiesti come DS7 e Alfa Romeo Stelvio e Giulia a gasolio è coerente con un obiettivo immediato: crescita e generazione di cassa, “seguendo la domanda dei clienti”.

Infine c’è il fattore globale: negli Stati Uniti, principale mercato del gruppo, l’amministrazione Trump ha accelerato la marcia indietro sulle politiche climatiche, con l’EPA che ha finalizzato la revoca dell’“endangerment finding” e il conseguente smantellamento degli standard federali sulle emissioni allo scarico per auto e truck (un tema che potrebbe aprire contenziosi e aumentare l’incertezza regolatoria). Un altro segnale che, per i costruttori, il 2026 non sarà “tutto elettrico o niente”, ma un equilibrio più pragmatico tra tecnologie e mercati.

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