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Mattarella e la forza popolare del Festival: “Amplissimo coinvolgimento”, Pausini ringrazia e Conti lo paragona alle “Olimpiadi”
Alla vigilia della 76ª edizione del Festival di Sanremo, il cast dei Big è stato ricevuto questa mattina al Quirinale dal Presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Con loro il conduttore e direttore artistico Carlo Conti, arrivato per primo, e la co-conduttrice Laura Pausini, che entrando in piazza del Quirinale ha risposto: “Emozionata? Molto”.
Prima di Pausini sono arrivati diversi artisti in gara, tra cui Leo Gassmann, Bambole di Pezza, Samurai Jay, Serena Brancale, Fedez, Marco Masini, Sal Da Vinci, Elettra Lamborghini, Arisa, Mara Sattei, Enrico Nigiotti, Ermal Meta, Ditonellapiaga, J-Ax, Maria Antonietta e Colombre e TrediciPietro. Molto emozionati anche Tommaso Paradiso e Dargen D’Amico; quest’ultimo, arrivando a piedi da solo, ha commentato: “Non capita tutti i giorni”.
Durante l’incontro al Colle, i cantanti hanno intonato ‘Azzurro’ e Mattarella ha replicato con ironia: “Ricordavo le parole, ma non mi sono associato – ha replicato il Capo dello Stato -. Perché all’asilo mi hanno insegnato a cantare senza emettere suoni, per non turbare il coro degli altri”.
Nel suo intervento, il Presidente ha richiamato il valore culturale del Festival e il suo radicamento nel Paese, ricordando anche la prima edizione del 1951 e il ruolo della Rai nel portare Sanremo nelle case degli italiani: “Pensavo alla prima edizione di Sanremo, il Festival è molto cambiato da allora. Dato che in quel momento avevo 10 anni, lo ricordo molto bene e ricordo anche alcuni protagonisti di allora che erano nomi. Ricordo la voce inconfondibile e trascinante del presentatore Nunzio Filogamo, ricordo la voce perché si diffondeva solo attraverso la radio e tutti ci chiedevamo che volto avesse. Ricordo soprattutto quanto il Festival avesse, anche allora, un amplissimo coinvolgimento popolare nel nostro Paese, coinvolgimento popolare che è rimasto costante grazie alla Rai che ha accompagnato anno per anno il Festival conducendolo nelle case degli italiani”. E ha aggiunto: “E’ una storia importante che ha sempre visto una quantità di ascolti e coinvolgimento elevatissimi, vi sono oltre 20 milioni di italiani che lo seguono sera per sera”.
Pausini ha ringraziato Mattarella per il riconoscimento alla musica pop come parte della cultura nazionale: “Volevo ringraziarla a nome di tutti noi cantanti. Lei ha detto che la musica, anche popolare, pop italiana, rappresenta una parte importante della cultura del nostro Paese. Non sempre veniamo riconosciuti come tali, quindi la vorrei ringraziare a nome di tutti e spero che le piaccia questo Festival. Grazie per averci ricevuto. Noi facciamo musica, non facciamo la guerra”. Il Capo dello Stato ha replicato citando Manzoni e ribadendo che anche la musica leggera e pop è un fenomeno culturale e sociale: “Non sempre l’opinione corrente è quella corretta. E questo è notorio in tante cose – ha replicato il Capo dello Stato -. Diceva Manzoni nei ‘Promessi sposi’: ‘Il buon senso esisteva, ma stava nascosto per il timore del senso comune’. E quindi anche lo sport è considerato come un diversivo, un’attività semplicemente di relax. Lo sport invece è un fenomeno sociale di grande rilievo. È anche un fenomeno di aggregazione sociale di grande rilievo. È un fenomeno culturale.Perché induce a superare se stessi, i propri limiti. Quindi è così per la musica leggera e musica pop. È un grande contributo che viene data alla vita, al patrimonio culturale del nostro Paese. Grazie per questo ricordo così bello”.
Carlo Conti ha poi definito Sanremo “un po’ le Olimpiadi della canzone italiana”, sottolineando la varietà dei generi in gara e la capacità del Festival di unire il pubblico sera dopo sera: “Sanremo sono un po’ le Olimpiadi della canzone italiana e loro sono i campioni che scenderanno in pista, che faranno sentire la loro voce, con le loro canzoni ci emozioneranno, ci faranno riflettere, ci divertiranno. Perché ognuno ha un mondo, ognuno racconta una sfaccettatura della musica italiana e forse mai come quest’anno c’è tanta varietà anche nei generi musicali, nei sapori della musica italiana. Dicevo una musica italiana che sta andando fortissimo, che è sempre più giovane, che è sempre più seguita, lo dimostrano le vendite delle loro canzoni, i concerti ed è sempre un elemento di aggregazione perché ci permette di stare tutti insieme”.
E ha concluso dedicando l’edizione a Pippo Baudo: “Anche guardando il Festival di Sanremo, è come se la nazionale di calcio giocasse cinque finali ogni sera, tutti stanno lì di fronte, ci piace l’idea che la famiglia che si ritrova insieme a guardare il Festival, che ne parla e talvolta anche un po’ ne sparla. Però è questa la grande forza del Festival di Sanremo, che quest’anno più che mai, questa edizione, io la voglio dedicare interamente a Pippo Baudo perché è il primo anno senza di lui ed è lui che ha creato il Festival così come lo stiamo vivendo noi oggi”.
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