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                <em>Dall’Amministrazione comunale di Rio</em>

In questi giorni si sta agitando la polemica politica intorno al diniego opposto al segretario del PD di Rio per l’utilizzo della sala polivalente di Rio Marina ai fini di svolgervi un evento politico aperto al pubblico. I toni di questa polemica usano espressioni forti e per certi versi inaccettabili, cui è giusto replicare con la dovuta pacatezza.
La sala polivalente di Rio Marina è attualmente affidata in comodato all’associazione Pro Loco di Rio con un contratto, il cui articolo 9 recita: “L’utilizzo dei locali per manifestazioni, incontri, assemblee o iniziative aventi carattere politico, partitico o elettorale è co0nsentito esclusivamente nei casi di cui agli articoli 19 e 20 della legge 19 dicembre 1993, n. 515, per i comizi da tenersi durante le varie competizioni elettorali”.
Le norme citate in contratto prevedono che in occasione delle elezioni politiche, europee, regionali e comunali i comuni, senza oneri a loro carico, devono mettere i locali di loro proprietà a disposizione dei partiti e dei movimenti impegnati nelle relative competizioni.
Il comodato di beni comunali in favore della Pro Loco avviene solo ed esclusivamente per il perseguimento delle finalità istituzionali dell’associazione (così recita la Convenzione Comune-Pro Loco del 23 maggio 2024), e la gestione della sala polivalente è stata affidata alla Prolo Loco affinché la utilizzi (art. 3 – Destinazione vincolata) per attività culturali, sociali, ricreative, culturali e associative.
Né la Convenzione né il contratto di comodato consentono (anzi, lo escludono) l’uso del Polivalente per eventi politici o partitici non elettorali.
Tale impostazione risponde pienamente ai criteri che l’attuale amministrazione comunale – non il Sindaco, cui non si perde occasione di incolpare di tutto – si è data anche per l’utilizzo dei locali istituzionali e della società comunale, ed essa sarà trasfusa fedelmente nell’emanando regolamento sull’uso dei beni del Comune.
Non c’è alcun attentato alla democrazia, non c’è alcun “motu proprio” del Sindaco, non ci sono derive autoritarie. Ci sono solo regole fissate da una maggioranza in modo chiaro, neutro ed imparziale perché esse si applicano a tutti i partiti politici, non solo al PD.
Al di fuori delle iniziative elettorali, dove l’informativa dei cittadini è un preciso dovere di garanzia pluralista dei comuni, le manifestazioni politiche i partiti le possono fare nelle piazze, che sono i luoghi della democrazia per eccellenza, o nelle loro sedi o sezioni.

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