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Referendum sulla giustizia, la pentastellata Vittoria Baldino: “La vittoria del no è stata una bocciatura totale all’operato di questo governo. Le dimissioni di Delmastro? Unica strada per restituire un po’ di decoro”

“Una bella risposta democratica all’arroganza del potere, che pensava di arroccarsi dentro i palazzi, abbarbicarsi alle poltrone e difendersi dal contrappeso della magistratura”. Così Vittoria Baldino, deputata alla Camera per il Movimento 5 Stelle, commenta ad Affaritaliani l’esito della tornata referendaria, chiusasi con una netta vittoria del “no”, fronte sostenuto con forza dai pentastellati. “Il risultato è stato una risposta secca dei cittadini, che hanno disvelato, in maniera confessoria ed esplicita, quali fossero le reali intenzioni dietro questo referendum. I sostenitori della riforma pensavano che i cittadini fossero dormienti e assuefatti, e invece hanno dato una sonora risposta”, commenta Baldino, che sottolinea un “clima estremamente positivo”, un vento nuovo che spira anche grazie alla “grande partecipazione dei giovani”.

“Un dato sorprendente, oltre che un segnale di grande decisione e attivismo da parte delle nuove generazioni, che era già arrivato in campagna elettorale. Girando tra i comitati o nelle università abbiamo potuto testare una partecipazione davvero incredibile: anche quando gli eventi erano organizzati dai comitati del ‘si’, la maggioranza era per il ‘no’. Si dice che le nuove generazioni siano distanti dalla politica: non mi sembra poi così vero”, prosegue la pentastellata.

La sacra Costituzione

Toccare la Costituzione è, del resto, sempre un’operazione delicata e rischiosa, tentata in passato – ma con esito differente – già dal Movimento. “La Costituzione è un testo sacro e merita la massima cura. Noi l’abbiamo modificata due volte: la prima con il taglio dei parlamentari e la seconda con la riforma costituzionale dell’11 febbraio 2022, che ha introdotto la tutela dell’ambiente, della biodiversità e degli ecosistemi, approvando le modifiche con una maggioranza qualificata. Questo ci insegna due cose: la prima è che la Costituzione si può cambiare per migliorare il paese e la vita dei cittadini; la seconda è che può essere modificata senza creare danni, a condizione che le modifiche vengano maneggiate con responsabilità e non con arroganza”, dice Baldino.

La pentastellata legge l’esito del referendum soprattutto in chiave politica: “La vittoria del no è stata una risposta del popolo, una reazione al testo della riforma e anche una bocciatura all’azione di governo, che ha tanto di cui occuparsi, a cominciare dalla situazione geopolitica in atto. Eppure, sceglie di stare sempre dalla parte sbagliata o dalla parte giusta, ma con la postura sbagliata. Mi riferisco sia al patto di stabilità e crescita siglato con la Commissione Europea, sia alle concessioni a Trump che hanno gravato sugli italiani. In piena crisi, il Ministro dell’Economia resta immobile e il governo non fa nulla: si è limitato a tentare di consolidare il suo potere, provando ad avere le mani libere. Ma i cittadini non dormono: sono vigili e glielo hanno impedito”.

La vicenda di Delmastro

Baldino commenta poi la vicenda che ha coinvolto il sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro, dimessosi in seguito a un colloquio con il ministro della Giustizia Carlo Nordio negli uffici di via Arenula. Come lui, anche la capa di gabinetto del Ministro Nordio Giusy Bartolozzi. “Delmastro, già condannato in primo grado per rilevazione di segreto d’ufficio, è una tessera che si aggiunge al puzzle desolante di questo governo. Dovrebbe spiegare come sia possibile fare affari con una persona che non si conosce o, nel caso in cui la si conosca, il perché. Sta di fatto che non siamo in buone mani e il quadro è desolante. Le dimissioni, che sono il minimo sindacabile, erano già auspicabili da tempo, ora potranno forse restituire decoro. Adesso aspettiamo le dimissioni della ministra del Turismo Daniela Santanchè”.

Intanto, a Palazzo Chigi, ciascuno sembra rivendicare i propri demeriti: “Nordio ha detto di essersi assunto le proprie responsabilità, ma io credo che la stessa responsabilità ce l’abbia Giorgia Meloni, che dovrebbe prendere atto della bocciatura non solo del sistema di riforme che ha messo in piedi ma anche del fallimento del suo operato. Dovrebbe rendersi conto che tutto è naufragato, dall’autonomia differenziata al premierato, e cambiare direzione se vuole andare avanti per il bene del paese. Altrimenti, vada a casa. Se non la sente, noi siamo pronti”, dice Baldino.

Lo sguardo è ora al 2027: “Per le prossime elezioni ci prepariamo insieme alla nostra comunità. Noi portiamo le istanze per cui siamo nati: le istanze del popolo e dei cittadini, che ci chiedono di migliorare, trovare soluzioni ai problemi e disegnare una realtà diversa. Lo faremo con la nuova costituente, la Nova, che ci permetterà di scrivere il programma elettorale insieme ai non iscritti e alla nostra comunità: 100 punti aperti in tutto il Paese, dove discuteremo e raccoglieremo le proposte di tutti per costruire un nostro programma da portare avanti”, conclude la pentastellata.

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