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Referendum giustizia, con buona parte delle sezioni ormai scrutinate, in Lombardia il Sì è in vantaggio con il 53,65%, contro il 46,35% del No. Uno scenario che però cambia radicalmente a Milano. Nel capoluogo, con 1.121 sezioni su 1.249, il No prevale nettamente con il 58,42%, mentre il Sì si ferma al 41,58%. Una frattura territoriale evidente, che conferma Milano come realtà politica distinta rispetto al resto della regione. Ma allineata con l’esito del voto a livello nazionale.
Sala: “Il Paese è contendibile”
Soddisfazione anche nelle parole del sindaco di Milano Giuseppe Sala: “Con questa vittoria si ottengono due risultati: si ribadisce che la Costituzione non è immodificabile, ma qualunque modifica deve portare a un miglioramento delle regole democratiche. E in secondo luogo, questa vittoria ci dice che il Paese è contendibile. Ripartiamo da qui”. Sala sottolinea anche il dato sulla partecipazione: “Sono personalmente soddisfatto per l’affluenza alle urne a Milano”. E conclude: “Che questo referendum fosse ampiamente politicizzato è fuori di dubbio. Ma andava data una forte risposta politica. E questa risposta è arrivata”.
Capelli (Pd): “L’Italia ha fermato la furia delle destre sovraniste”
Esulta il segretario del Pd Milano Metropolitana Alessandro Capelli: “Che meraviglia! L’Italia ha fermato la furia delle destre sovraniste e ha detto chiaramente che l’alternativa alla peggiore destra del dopo guerra esiste già. Che bello il risultato che si registra nella città metropolitana di Milano e nel Comune di Milano. Il No vince con largo margine e manda un ennesimo messaggio alle destre. Milano metropolitana avrà un grande ruolo nella costruzione dell’alternativa al centrodestra”.
Majorino: “Sconfitta politica enorme della destra”
Duro il commento del capogruppo Pd in Regione Lombardia Pierfrancesco Majorino: “Un risultato straordinario che fa bene all’Italia. Una sconfitta politica della destra enorme. Giorgia Meloni e la sua arroganza ricevono una porta in faccia”. “Da oggi si volta radicalmente pagina e questo anche grazie a chi, come Elly Schlein, ha messo la faccia dall’inizio a difesa della Costituzione”, aggiunge. Sul dato milanese, Majorino sottolinea: “Si profila un risultato sopra ogni aspettativa. Ci avevano spiegato che qui la partita fosse incertissima: alla fine ci saranno più di quindici punti di differenza”.
Roggiani (PD): “In Lombardia i margini si stanno riducendo”
“Il risultato di oggi è straordinario e frutto di una grandissima mobilitazione trasversale di partiti, comitati e cittadini”. Così la segretaria lombarda del Pd Silvia Roggiani. “La destra aveva chiamato il referendum aspettandosi un plebiscito e invece non è stato. Persino nella Lombardia che immaginavano fosse la loro cassaforte elettorale il risultato dice chiaramente che i margini si stanno riducendo e che il risultato della destra non è scontato. Anche perché è noto che una parte delle opposizioni a Fontana ha votato si. Da oggi avanti tutte e tutti insieme per costruire l’alternativa, non solo in Italia ma anche in Lombardia”.
L’esultanza dei magistrati a Milano
Il risultato del No ha trovato un riscontro immediato anche tra i magistrati milanesi, riuniti nell’Aula Magna del tribunale intitolata a Guido Galli ed Emilio Alessandrini. Pubblici ministeri e giudici hanno seguito insieme lo spoglio, applaudendo gli aggiornamenti favorevoli al No. Un momento particolarmente intenso si è registrato quando una toga ha affermato: “Cosa c’è di più politico della Costituzione?”. Applausi anche alla comparsa in tv di Rosi Bindi, impegnata nella campagna referendaria. Tra i presenti, qualcuno non ha trattenuto la commozione, arrivando alle lacrime.
Roia (Tribunale di Milano): “Vittoria contro le continue delegittimazioni”
È un “momento molto commovente, perché ha vinto la Costituzione, hanno vinto quelle persone che sono andate a votare, l’affluenza è un grande segno di partecipazione democratica” e “in piccola parte è anche una vittoria della magistratura, che non meritava da parte della politica i continui attacchi e le continue delegittimazioni, perché noi certamente abbiamo i nostri limiti, facciamo i nostri errori, dobbiamo migliorare in moltissime cose, ma siamo un’istituzione dello Stato”. Lo ha spiegato il presidente del Tribunale di Milano Fabio Roia, presente con decine di magistrati nell’Aula magna per festeggiare la vittoria del No.
Sorte (FI): “Occasione persa, ma in Lombardia vince il Sì”
“Il risultato del Referendum sulla giustizia rappresenta senza dubbio un’occasione persa per il Paese. C’è grande dispiacere perché una vittoria del ‘sì’ avrebbe potuto segnare un vero cambio di passo su temi fondamentali per i cittadini e per il sistema giudiziario”. Lo dichiara in una nota Alessandro Sorte, deputato e segretario regionale di Forza Italia Lombardia. “Una notizia positiva arriva dalla Lombardia, dove il Sì ha prevalso in quasi tutte le province. Nella prima regione italiana per popolazione e per Pil – sottolinea – i cittadini hanno dato un segnale importante, dimostrando sensibilità e attenzione verso la necessità di riformare la giustizia. Voglio ringraziare tutta la nostra classe dirigente e i militanti di Forza Italia Lombardia per il lavoro straordinario svolto in questi ultimi due mesi: un impegno costante, capillare e generoso sui territori, che ha contribuito in modo decisivo a questo risultato. Da qui dobbiamo ripartire, con determinazione, per continuare a portare avanti le nostre battaglie, anche quella per una giustizia più equa, efficiente e vicina ai cittadini. Se il campo largo pensa di avere già vinto le elezioni politiche ha sbagliato i conti, perché sarà un’altra partita: è facile unire tutti su un ‘no’, molto più difficile farlo su una leadership e su una proposta politica credibile, che oggi manca”.
Affluenza boom in Lombardia: tutti i capoluoghi sopra il 60%
Lombardia protagonista nel referendum sulla giustizia con un’affluenza del 63,76%, tra le più alte a livello nazionale. Un dato che si riflette in tutti i capoluoghi di provincia, dove la partecipazione supera ovunque il 60%. In testa Bergamo con il 68,72%, seguita da Brescia (67,41%) e Monza (67,23%). Poi Lecco (66,65%), Lodi (66,51%), Pavia (66,45%) e Milano (65,12%). Più distanziate Mantova (64,07%), Cremona (63,98%), Varese (62,61%), Como (61,27%) e Sondrio, che chiude comunque sopra il 60% con il 60,35%. Il record assoluto spetta al piccolo Comune di Campagnola Cremasca, nel Cremonese, dove ha votato il 75,49% degli aventi diritto.
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