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Nel sabato più duro del Rally di Croazia, Neuville passa al comando dopo la foratura di Pajari e allunga su Katsuta.
Thierry Neuville ha capovolto il rally nel momento in cui sembrava più saldamente nelle mani di Sami Pajari. Il pilota belga della Hyundai ha chiuso la seconda giornata al comando del Rally di Croazia, trasformando una rincorsa paziente in una leadership netta dopo il dramma del pomeriggio, quando la Toyota del giovane finlandese è stata fermata da un problema alla ruota che ha cambiato completamente la corsa. Alla vigilia dell’ultima tappa, il rally non è ancora chiuso, ma la sua inerzia sì: adesso è Neuville ad avere il controllo.
Fino a metà giornata, in realtà, il copione era sembrato diverso. Pajari, leader dal venerdì, aveva amministrato con lucidità una tappa già complicata per definizione: asfalto sporco, foglie sulla carreggiata, grip intermittente e un livello di “road pollution” che rendeva ogni curva una scelta più che una semplice traiettoria. In quel contesto il finlandese aveva continuato a guidare con maturità, contenendo sia Neuville sia Takamoto Katsuta. A metà sabato il vantaggio era ancora di 12,4 secondi sul belga, con il giapponese poco più indietro. Era il segnale di una corsa ancora aperta, ma con Pajari in apparente controllo.
Poi il rally si è girato di colpo. Nel secondo passaggio sulla Generalski Stol – Zdihovo, uno dei tratti più selettivi del weekend, le condizioni si sono fatte quasi da rally su sterrato pur restando sull’asfalto: pietre, sporco, tagli aggressivi e gomme messe sotto pressione da una superficie ormai degradata. In quel tratto si è consumata la svolta. Pajari è stato costretto a fermarsi per sostituire una ruota, perdendo più di due minuti e consegnando il comando a Neuville. Quello che fino a pochi chilometri prima era un duello serrato si è trasformato in una frattura pesante della classifica generale.
Alla fine della giornata, il belga ha chiuso con 1 minuto e 14,5 secondi di vantaggio su Katsuta, mentre Pajari è scivolato in terza posizione a 1 minuto e 46,4 secondi dalla vetta. I numeri raccontano bene la brutalità della seconda parte di tappa: non una progressione lenta, ma una gara che in pochi chilometri ha cambiato padrone. È proprio questo il tratto distintivo di questo WRC croato: un rally asfaltato solo sulla carta, ma in realtà continuamente deformato da condizioni miste che premiano la freddezza più ancora della velocità assoluta.
Per Neuville il sabato ha avuto anche un altro significato. Non è stata soltanto una giornata in cui ha beneficiato degli errori altrui. Il belga, già in crescita nel venerdì pomeriggio, aveva mostrato una Hyundai più credibile e meglio equilibrata, riuscendo a restare costantemente nella finestra giusta di prestazione senza perdere lucidità nelle sezioni più sporche. Quando il rally è diventato una prova di sopravvivenza, lui era già nella posizione ideale per approfittarne. In altre parole, la leadership non nasce per caso: arriva al termine di una costruzione tecnica e mentale molto pulita.
Il secondo posto di Katsuta racconta una storia diversa ma altrettanto significativa. Il giapponese non è mai stato il più appariscente del gruppo di testa, però ha gestito la giornata con ordine, accettando di perdere qualcosa quando il rischio saliva e restando dentro il rally mentre altri si complicavano la vita. Anche lui ha avuto problemi con le gomme nel pomeriggio, ma ha limitato i danni e si è ritrovato così nella posizione migliore per provare ad attaccare nell’ultima giornata. In un rally tanto instabile, il suo fine settimana continua a essere una lezione di misura.
Più indietro, la classifica assoluta ha premiato chi è riuscito soprattutto a evitare il disastro. Hayden Paddon, al debutto nel Rally di Croazia, ha consolidato un ottimo quarto posto assoluto nonostante una foratura gestita senza fermarsi. È il tipo di prestazione che non fa rumore come una serie di scratch, ma che in un rally del genere vale moltissimo. Alle sue spalle, Yohan Rossel ha chiuso la giornata quinto assoluto e ha mantenuto la testa del WRC2, confermando la solidità del suo fine settimana e il buon momento del progetto Lancia Ypsilon HF Rally2 in categoria.
Il sabato, però, non è stato solo la giornata del colpo di scena al vertice. È stato anche il giorno delle occasioni perdute e delle prove speciali dominate senza ricompensa piena. Oliver Solberg, ripartito dopo il ritiro del venerdì, ha firmato tutte le prove dalla SS9 alla SS12, dando l’impressione di poter chiudere con una striscia perfetta, prima che una foratura interrompesse la sua corsa nella SS13. Elfyn Evans, già fuori dai giochi per la generale dopo l’incidente del venerdì, si è consolato con il miglior tempo nella SS16. Segnali di velocità pura che, però, in questo rally stanno contando meno della capacità di attraversare indenni le fasi più sporche e imprevedibili.
C’è poi il capitolo M-Sport Ford, che esce dal sabato con sensazioni contrastanti. Jon Armstrong ha continuato a mostrare una fiducia crescente nonostante i problemi, mentre Josh McErlean ha vissuto una tappa da incubo fra incendio nell’abitacolo, forature ripetute e guai elettrici. Anche questo contribuisce a spiegare il senso della giornata: in Croazia, sabato non si è corso soltanto contro il cronometro, ma contro l’imprevisto continuo. E chi è rimasto integro ne esce quasi con il valore di un sopravvissuto.
Adesso restano quattro prove speciali per poco meno di 60 chilometri competitivi. Sulla carta, il vantaggio di Neuville è consistente; nella pratica, questo rally ha già mostrato di poter cambiare faccia in pochi minuti. Il belga è chiaramente nella posizione ideale per andare a prendersi la prima vittoria stagionale, ma l’ultima tappa non gli chiederà soltanto velocità: gli chiederà di non uscire dal ritmo e di non farsi sorprendere. Perché il Rally di Croazia 2026 ha fin qui raccontato proprio questo: un rally in cui il talento serve, ma senza controllo non basta. E dopo il sabato del ribaltone, la domenica si annuncia come l’ultimo esame di maturità.
Classifica dopo sabato (SS16/20):
- T Neuville / M Wydaeghe BEL Hyundai i20 N Rally1 2h 20m 20.8s
2. T Katsuta / A Johnston JPN Toyota GR Yaris Rally1 +1m 14.5s
3. S Pajari / M Salminen FIN Toyota GR Yaris Rally1 +1m 46.4s
4. H Paddon / J Kennard NZL Hyundai i20 N Rally1 +3m 28,2s
5. Y Rossel / A Dunand FRA Lancia Ypsilon HF Rally2 +5m 14.1s
6. L Rossel / G Mercoiret FRA Citroën C3 Rally2 +6m 17.3s
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