Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

<em>Da Redazione Greenreport</em>
Fino a domani 24 marzo l’Elba torna a fare da laboratorio a cielo aperto per la neutralità climatica nel Mediterraneo. A Portoferraio è infatti in corso il Living Lab finale “The Island I Would Like”, tappa conclusiva del progetto europeo CO2 Pacman (COoperation and CO-designing PArtnership for CliMAte Neutrality), coordinato dall’Università di Siena e finanziato dal Programma Interreg Euro-Med. Un’iniziativa da circa 2,8 milioni di euro che coinvolge, oltre all’Italia, Grecia, Croazia, Spagna, Cipro, Bulgaria e Bosnia-Erzegovina, con l’obiettivo di sperimentare strumenti di co-progettazione per arrivare a territori “carbon neutral”.
Il cuore del Living Lab è la restituzione pubblica di due tasselli di lavoro: l’inventario dei gas serra dell’isola – costruito secondo le linee guida Ipcc – e un sondaggio su un campione rappresentativo di cittadini (43% uomini, 57% donne). Ed è dai risultati dell’indagine che emerge un dato politicamente eloquente: per il 76% degli abitanti è necessario ridurre l’impatto delle emissioni di CO2 all’Isola d’Elba, e le priorità indicate per farlo sono nette. In testa c’è la gestione dei trasporti (72%), seguita dallo sviluppo delle energie rinnovabili (67%), dalla gestione dei rifiuti (53%), dall’efficienza energetica negli edifici (33%) e, più distanziate, agricoltura e silvicoltura sostenibili (17%).
La consapevolezza climatica è molto elevata: l’89% dei cittadini dichiara di essere consapevole dei cambiamenti climatici in atto, mentre l’84% considera importante raggiungere la neutralità climatica non solo per l’isola ma più in generale; il 37% si dice ottimista sulla possibilità di centrare l’obiettivo entro il 2040. Sul fronte dei numeri, i primi dati del progetto indicano un bilancio netto di emissioni pari a 135mila tonnellate di CO₂ equivalente all’anno. L’inventario descrive emissioni totali pari a 197,22 tonnellate di CO₂ equivalenti, compensate in parte da assorbimenti naturali per 62mila tonnellate (soprattutto dal settore agricoltura, silvicoltura e usi del suolo). Il settore energia pesa per il 93% delle emissioni, seguito dai rifiuti (5%) e da una quota minima di agricoltura e uso del suolo (2%); i processi industriali risultano inclusi prevalentemente nel comparto energetico.
In questo quadro, la decarbonizzazione viene letta come una sfida praticabile anche grazie alle caratteristiche territoriali dell’Elba. È su questo intreccio tra consenso sociale e potenziale tecnico che insiste Simone Bastianoni, docente dell’Università di Siena e coordinatore di CO2 Pacman: «L’alta consapevolezza dei cittadini elbani, unita al notevole potenziale rinnovabile del territorio (fotovoltaico, eolico, agrivoltaico e altre soluzioni integrate), ci dà grande fiducia».
Bastianoni sottolinea poi il metodo scelto dal progetto, che punta a intrecciare dati solidi e partecipazione: «Lo strumento del CO2 Pacman tool e i processi partecipativi già avviati permetteranno alle istituzioni locali – Comuni elbani, Regione Toscana, Parco Nazionale dell’Arcipelago Toscano – di comporre con i cittadini la loro ricetta di decarbonizzazione grazie a dati scientifici solidi, inventari delle emissioni, scenari di decarbonizzazione multi-settoriali e roadmap condivise. Non si tratta solo di consultazione, ma – conclude Bastianoni – di vera co-progettazione e co-creazione, in cui la comunità contribuisce direttamente a definire priorità, soluzioni e traiettorie di transizione verso un’isola carbon neutral».
Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico
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