Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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Per i pensionati che ricevono l’accredito su conto corrente bancario o postale, il pagamento della pensione di aprile 2026 è previsto per mercoledì 1° aprile, primo giorno utile del mese per le operazioni bancarie. Chi invece sceglie di ritirare l’importo in contanti presso gli sportelli di Poste Italiane può seguire una turnazione basata sull’iniziale del cognome. Si tratta di una misura non obbligatoria, ma consigliata per evitare code e attese.

Nel dettaglio, la distribuzione suggerita prevede: mercoledì 1° aprile per i cognomi dalla A alla B; giovedì 2 aprile dalla C alla D; venerdì 3 aprile dalla E alla K; sabato 4 aprile dalla L alla O; martedì 7 aprile dalla P alla R; e infine mercoledì 8 aprile dalla S alla Z.

Per quanto riguarda le modalità di riscossione, è importante ricordare che il pagamento in contanti è consentito solo per importi netti fino a 1.000 euro. Chi deve ricevere somme superiori è tenuto a indicare all’INPS un conto corrente o un’altra modalità di accredito. In alternativa, i titolari di Libretto di Risparmio, conto BancoPosta o Postepay Evolution possono effettuare il prelievo tramite Postamat, evitando così di recarsi allo sportello.

Non si escludono, inoltre, possibili variazioni al ribasso dell’importo della pensione. Tra le principali cause ci sono le rate delle addizionali regionali e comunali IRPEF, che vengono distribuite mensilmente fino a novembre. Incidono anche le maggiorazioni sociali: a marzo molti pensionati avevano ricevuto, oltre alla quota ordinaria di 20 euro, anche gli arretrati dei primi due mesi dell’anno, per un totale di circa 60 euro. Ad aprile, invece, viene corrisposta solo la quota corrente, pari a 20 euro, e l’assenza degli arretrati comporta quindi un importo complessivo più basso rispetto al mese precedente.

A queste dinamiche si aggiungono gli effetti di un ricalcolo tecnico effettuato dall’INPS. L’istituto ha infatti rilevato un’irregolarità nei pagamenti del 2025 che ha portato circa 15 mila pensionati a ricevere somme superiori al dovuto. Il problema è nato da un errore nel calcolo delle trattenute fiscali, che ha comportato l’applicazione indebita di una detrazione destinata ai lavoratori dipendenti ancora in attività a pensionati con redditi tra i 20 e i 40 mila euro. Questo ha determinato un aumento del netto mensile, con accumuli che in alcuni casi si avvicinano ai mille euro. Le verifiche effettuate in occasione della Certificazione Unica hanno fatto emergere l’anomalia, rendendo necessario il recupero delle somme direttamente nel cedolino di aprile.

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