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Nel prospetto depositato alla Sec spuntano i golden parachute dei dirigenti, con maxi pacchetti legati alla chiusura del deal

L’acquisto di Warner da parte di Paramount ha già prodotto un vincitore. Si tratta dell’amministratore delegato di Warner Bros Discovery David Zaslav che dovrebbe ricevere fino a 887 milioni di dollari dopo il completamento della vendita della società di media. A febbraio, infatti Warner ha accettato l’offerta da 110 miliardi di dollari di Paramount ponendo fine alla guerra di offerte. La società che fa capo a David Ellison ha battuto il rivale Netflix che si era fermato ad offrire a 87 milioni di dollari.
 Quanto all’ad Zaslav riceverà una liquidazione in contanti di circa 34,2 milioni di dollari, compreso lo stipendio e i bonus che si attivano in seguito alla cessazione del controllo. La retribuzione comprende anche 115,8 milioni di dollari in azioni maturate.

La parte consistente sono però i 517,2 milioni di dollari in premi azionari non ancora maturati che scatteranno al momento della vendita. Il pagamento include anche un rimborso fiscale di 335,4 milioni ma solo se l’operazione si chiuderà a breve. Infatti, secondo le regole del fisco Usa questo importo è destinato a ridursi fino a zero se il completamento dell’operazione verrà posticipato al 2027. Il maxi-compenso dell’ad che figura in un prospetto depositato presso le autorità della Borsa Usa è destinato, in maniera minore, anche ad altri dirigenti Warner che riceveranno pacchetti di azioni consistenti al completamento della fusione. Tra questi J.B.Perrette, ad e presidente del business globale streaming e videogiochi, dovrebbe ricevere 142 milioni di dollari. Bruce Campbell, chief revenue and strategy officer, arriverebbe a 121,5 milioni, mentre il direttore finanziario Gunnar Wiedenfels toccherebbe quota 120 milioni. Per Gerhard Zeiler, presidente della divisione internazionale, il totale stimato è invece di 82,6 milioni di dollari.

Warner Bros. Discovery sottolinea comunque che tutte le cifre inserite nella sezione dedicata ai compensi da “golden parachute” sono soltanto stime, costruite su più ipotesi. Nel documento si legge infatti che «gli importi effettivi che potranno essere pagati o diventare esigibili per amministratori e dirigenti potrebbero differire in modo sostanziale da tali stime». Un aspetto importante riguarda per esempio i tempi di chiusura dell’operazione. Paramount prevede il completamento nel terzo trimestre del 2026, e in caso di ulteriore ritardo dovrebbe pagare una cosiddetta “ticking fee” da 25 centesimi per azione per ogni trimestre aggiuntivo alla data designata.  

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