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Navalny, Macron punta il dito contro il Cremlino. Poi la moglie di Alexei rincara la dose
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha respinto come “prive di fondamento” le accuse di cinque Paesi europei secondo le quali la Russia avrebbe avvelenato Alexei Navalny, l’oppositore morto esattamente due anni fa in una colonia penale. Lo riferiscono i media statali russi. “Due anni fa, il mondo ha appreso della morte di Alexei Navalny. Rendo omaggio alla sua memoria”. Lo scrive su X il presidente francese Emmanuel Macron. “Allora dissi che, secondo me, la sua morte diceva tutto sulla debolezza del Cremlino e sulla sua paura di qualsiasi avversario. Ora è chiaro che questa morte è stata premeditata – aggiunge – . La verità prevale sempre, mentre aspettiamo che la giustizia faccia lo stesso”.
La madre di Alexei Navalny, Lyudmila, ha chiesto oggi di fare piena luce sulla morte del figlio, deponendo fiori sulla sua tomba nel cimitero Borisovo di Mosca nel secondo anniversario del decesso avvenuto in una colonia penale. “I mandanti sono noti a tutto il mondo, ma noi vogliamo conoscere tutti coloro che hanno partecipato a questo”, ha detto Lyudmila, citata dal canale televisivo dell’opposizione Dozhd. Nel secondo anniversario della morte di Alexei Navalny in carcere, la moglie Yulia ha espresso la speranza che il presidente russo Vladimir Putin paghi per quel delitto, dopo che l’intelligence di cinque paesi europei ha confermato che è stato vittima di un avvelenamento.
“Sono soddisfatta. È difficile per me dire che sia una buona notizia, perché, sapete, mio marito è stato ucciso. Naturalmente io lo sapevo già”. Ora “abbiamo le prove che Vladimir Putin è l’assassino, che ha ucciso mio marito, e io sto lavorando molto duramente perché un giorno ci sia giustizia per lui”, ha assicurato.
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