Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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Le proiezioni formulate durante la pandemia secondo cui il lavoro agile avrebbe causato il tracollo delle nuove costruzioni di uffici si sono rivelate errate, sebbene a Milano l’impiego del telelavoro sia certamente più pervasivo rispetto alla media nazionale. Stando a una valutazione inclusa nella revisione di fine 2025 del rapporto sulla situazione immobiliare in Italia di Kroll, entro il 2027 verranno ultimati ulteriori 400 mila metri quadrati di spazi direzionali e soltanto il 10% verrà abitato dai proprietari dei muri; nel 50% delle situazioni si parla di cubature (solitamente situate in aree semicentrali) edificate con scopi speculativi, ovvero su iniziativa di veicoli d’investimento che puntano su una crescita della richiesta, e nel restante 40% dei casi si tratta invece di stabili già opzionati dalle società che vi si stabiliranno. I dati sono stati riportati dal Corriere

Il paradosso delle torri vuote e la nuova domanda

Sorgerebbe spontaneo domandarsi per quale motivo innalzare nuovi grattacieli quando la cinta urbana abbonda di complessi terziari rimasti incustoditi. La spiegazione è tuttavia immediata: la riqualificazione di quegli immobili è resa complessa dal superamento tecnologico delle infrastrutture interne così come dall’organizzazione degli ambienti: oggigiorno una scrivania di norma non è assegnata stabilmente, anche perché per via della flessibilità lavorativa i dipendenti presenti nel palazzo mutano quotidianamente e occupano una metratura più contenuta, riducendo così le spese di locazione. Terzo elemento: i fabbisogni energetici decisamente elevati.

Localizzazioni d’eccellenza e certificazioni Green

Le imprese e i primari uffici associati a Milano ricercano però unicamente pochi distretti: il nucleo centrale tra Cordusio e San Babila, via Turati, piazza Repubblica e l’area di Porta Nuova. Nelle ultime stagioni, il comparto degli affitti di uffici direzionali all’ombra della Madonnina ha evidenziato un deciso incremento dei prezzi, con un’evoluzione che però ha mostrato una flessione nell’ultimo semestre del 2025. Una tendenza che ha investito le zone core e ben connesse, distinte da volumi di pregio e sensibilità ecologica, mentre si è accentuata la forbice con i quartieri periferici. I canoni di locazione massimi si ottengono tuttavia solo se i complessi vantano attestati come Leed o Breeam, che comprovano l’efficienza energetica e climatica, oppure laddove si tratti di architetture di rilevante valore storico o monumentale.

La mappa dei prezzi: dal Centro a Gratosoglio

In base alle statistiche prodotte da Kroll, il vertice dei costi di locazione si riscontra, per i volumi certificati, nel Cuore antico con picchi sino a 800 euro annui per metro quadro. A Porta Nuova si raggiungono i 720 euro, a City Life 510, poco meno (500 euro annui) a Porta Romana, mentre i complessi di Santa Giulia vengono valutati 350. Nelle zone meno appetibili i prezzi calano drasticamente. A Gratosoglio, Niguarda e Baggio non si toccano i 200 euro per gli stabili migliori, e si scende sotto la soglia dei cento per quelli in condizioni di manutenzione scadenti. Si discute di locazioni poiché l’acquisizione da parte dell’occupante finale è assai sporadica quando si trattano beni a uso terziario.

Le transazioni record dell’ultimo anno

A Milano nell’anno appena trascorso sono state concluse tre compravendite di grande risonanza. La prima, per un valore di 320 milioni, ha riguardato la cessione al fondatore di Uniqlo del complesso a destinazione mista (retail e uffici) di piazza Cordusio. Circa 200 milioni è la cifra stimata del passaggio di proprietà al Vigentino, nel distretto Symbiosis, tra lo sviluppatore Covivio e il fondo Valesco per l’headquarter di Moncler. Infine, 100 milioni rappresenta l‘importo corrisposto da Coima per il fabbricato prospiciente il Parco e le rotaie delle Ferrovie Nord di via Paleocapa 7.

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