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Il 2026 del mercato auto europeo si apre con un segnale che, a prima vista, suona come un campanello d’allarme: a gennaio le nuove immatricolazioni nell’Unione Europea scendono del 3,9% rispetto allo stesso mese del 2025. È il secondo avvio d’anno “in salita” consecutivo, un dato che fotografa un quadro di domanda ancora fragile e molto selettiva, dove il prezzo, i tempi di sostituzione dell’auto e l’incertezza sul valore residuo continuano a pesare sulle decisioni d’acquisto.

Dentro questa frenata, però, si muove una dinamica opposta e strutturale: la transizione del mix di alimentazioni accelera. Le auto elettriche a batteria (BEV) arrivano al 19,3% di quota, in crescita rispetto al 14,9% di un anno fa. Le ibride “full” e mild (ibridi-elettrici) restano la scelta dominante con il 38,6%, mentre le ibride plug-in consolidano la loro presenza: 78.741 immatricolazioni nel mese e quota al 9,8% (dal 7,4% di gennaio 2025). Tradotto in economia del settore: anche quando i volumi complessivi rallentano, il valore si sposta sempre più verso i powertrain elettrificati, ridisegnando profitti, investimenti e strategie commerciali di case e reti vendita.

Sul fronte BEV, a gennaio 2026 le immatricolazioni UE sono 154.230 unità. Il segnale non è uniforme: i principali mercati (che, nel complesso, pesano circa il 60% delle registrazioni BEV) si muovono in modo divergente. Francia (+52,1%) e Germania (+23,8%) spingono in alto, mentre Belgio (-11,5%) e Paesi Bassi (-35,4%) arretrano. Per costruttori e importatori questo significa una cosa molto concreta: la pianificazione di stock e consegne diventa più complessa, perché la domanda elettrica non cresce in modo lineare ovunque e richiede un governo “fine” del mix per Paese, canale (privati, flotte) e fascia di prezzo.

Il vero pilastro del mese, però, resta l’ibrido-elettrico: 308.364 unità nell’UE, con Italia (+24,9%) e Spagna (+9%) in crescita, Francia stabile e Germania in lieve calo (-1,8%). È un’indicazione importante per chi legge i conti economici del comparto: l’ibrido continua a funzionare da “ponte” di massa, in grado di assorbire una parte della domanda che, per motivi di costo totale, infrastruttura o abitudini d’uso, non è ancora pronta per la batteria pura. In altri termini, l’elettrificazione avanza, ma lo fa oggi soprattutto grazie a soluzioni percepite come meno rischiose e più immediate dal consumatore medio.

Le plug-in, dal canto loro, mostrano un’accelerazione che pesa in particolare in alcuni Paesi: Italia (+134,2%), Spagna (+66,7%) e Germania (+23%). Anche qui il dato economico conta più del titolo: una quota al 9,8% significa che i powertrain ricaricabili entrano sempre più spesso nei listini “core” e nelle policy aziendali, tipicamente molto sensibili al trattamento fiscale e al costo chilometrico. È una crescita che, pur partendo da livelli ancora inferiori rispetto a ibrido e BEV, rafforza l’idea evidenziata dal comunicato di un percorso tecnologicamente neutrale verso la decarbonizzazione, dove più soluzioni concorrono a ridurre le emissioni nel parco circolante.

La contrazione più netta resta quella delle motorizzazioni tradizionali. A gennaio, le immatricolazioni di auto a benzina crollano del 28,2%: tutti i grandi mercati sono in rosso, con Francia (-48,9%), Germania (-29,9%), Italia (-25,5%) e Spagna (-22,5%). Le nuove auto benzina scendono a 175.989 unità e la quota cala al 22% (dal 29,5% di un anno fa). Anche il diesel prosegue la discesa: -22,3% e quota all’8,1%. Complessivamente benzina e diesel valgono il 30,1% del mercato, contro il 39,5% di gennaio 2025. Per la filiera è un cambio di paradigma: meno volumi “termici” significano più pressione su capacità produttiva, pianificazione industriale e, lato retail, su usato e residual value dei modelli tradizionali, che diventano più difficili da prezzare in un contesto di domanda in rapida trasformazione.

Gennaio 2026 racconta un’Europa dell’auto che rallenta nei volumi ma accelera nella transizione. Per le case automobilistiche, la sfida non è solo vendere di più: è vendere meglio, cioè presidiare i segmenti elettrificati con prodotti competitivi e sostenibili nei margini, evitando che la guerra dei prezzi eroda redditività. Per i decisori pubblici, i numeri suggeriscono che il potenziale di crescita delle BEV resta elevato, ma dipende dalla stabilità del contesto (regole, fiscalità, rete di ricarica) e dalla capacità del mercato di mantenere accessibili le tecnologie. Per i consumatori, il messaggio è chiaro: l’offerta si sta spostando rapidamente e il “nuovo normale” dell’auto europea è sempre più elettrificato, anche quando il mercato, nel suo complesso, frena.

IN BREVE 

  • UE immatricolazioni totali (gennaio 2026 vs gennaio 2025): -3,9%
  • Quota BEV (elettriche a batteria): 19,3% (da 14,9%)
  • Immatricolazioni BEV:154.230
    • Francia +52,1%, Germania +23,8%, Belgio -11,5%, Paesi Bassi -35,4%
  • Quota ibride-elettriche (HEV): 38,6%
  • Immatricolazioni ibride-elettriche:308.364
    • Italia +24,9%, Spagna +9%, Francia stabile, Germania -1,8%
  • Immatricolazioni plug-in (PHEV): 78.741
  • Quota PHEV:9,8% (da 7,4%)
    • Italia +134,2%, Spagna +66,7%, Germania +23%
  • Benzina: -28,2%175.989 unità, quota 22% (da 29,5%)
  • Diesel: -22,3%quota 8,1%
  • Quota combinata benzina+diesel: 30,1% (da 39,5%)

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