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Apertura in rialzo per le principali Borse europee. A Parigi il Cac 40 avanza dello 0,79%, a Francoforte il Dax sale dell’1,06% e a Londra l’Ftse 100 guadagna lo 0,36%. Bene anche Milano con l’Ftse Mib a +0,80%. Prime fasi in rialzo alla Borsa di Milano sulla scia delle parole del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo cui “questa guerra finirà molto più velocemente di quanto la gente pensi”. Le principali nazioni europee e il Giappone, inoltre, si sono offerti di unire gli sforzi per garantire un passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz mentre il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha affermato che è possibile un ulteriore rilascio di greggio dalle Riserve Strategiche di petrolio degli Stati Uniti. Tutti fattori che stanno favorendo la discesa del prezzo del petrolio.

Il Ftse Mib cala dello 0,92% a quota 44.106 punti. Sul listino Tim sale dell’1,22%, Stellantis cresce dell’1,23%. Contrastati gli energetici principali con Enel ed Eni rispettivamente a +0,28 e -1,55 per cento. Per quanto riguarda i finanziari, Mps sale del 2,71%, Generali a +1,69%, Unicredit +1,71% e Intesa +1,40%. Inwit, dopo il crollo di ieri (oltre -15%) cede ora l’1,67% dopo la riunione del Cda che ha annunciato il taglio delle stime e che contrasterà l’accordo tra Tim e Fastweb+Vodafone per costruire una rete di torri in Italia.

Prezzi del petrolio in ribasso sulla scia delle parole del premier israeliano, Benjamin Netanyahu, secondo cui “questa guerra finirà molto più velocemente di quanto la gente pensi”. Le principali nazioni europee e il Giappone, inoltre, si sono offerti di unire gli sforzi per garantire un passaggio sicuro delle navi attraverso lo Stretto di Hormuz mentre il Segretario del Tesoro Scott Bessent ha affermato che è possibile un ulteriore rilascio di greggio dalle Riserve Strategiche di petrolio degli Stati Uniti. Sui mercati asiatici, il Brent cala dell’1,56% a quota 106,94 dollari al barile, il Wti scende del 2,05% a 93,58 dollari.

Il prezzo del gas apre in calo in Europa dopo l’exploit di ieri. Al Ttf i contratti di gas naturale con consegna ad aprile arretrano del 2,34% attestandosi a 60,40 euro per MWh. Euro debole nei primi scambi della mattinata sotto quota 1,16 dollari. La moneta unica passa di mano a 1,1561 dollari (-0,23%) e a 183,14 yen (+0,17%). Cambio dollaro/yen a 158,41, +0,40% in favore del biglietto verde. Il biglietto verde si è rafforzato dopo che l’inflazione dell’indice dei prezzi alla produzione statunitense ha registrato un dato più forte del previsto a febbraio, sollevando preoccupazioni su una ripresa dell’inflazione generale. Intanto la Fed ha lasciato invariati i tassi di interesse, analoga decisione è stata adottata anche dalla Bce.

Mercati asiatici in flessione nonostante le dichiarazioni di Israele, secondo cui la guerra finirà “più velocemente di quanto si pensi”, e che, almeno per ora, fanno scendere i prezzi del petrolio. Inoltre, la Banca centrale cinese ha mantenuto invariati i tassi di interesse sui prestiti per il decimo mese consecutivo e il renminbi ha guadagnato lo 0,2% contro il dollaro. Hong Kong perde lo 0,89% sulla scia del calo del 5% di Alibaba. Shanghai arretra dello 0,88%. Negativa anche Sidney (-0,82%). In controtendenza, invece, la Borsa di Seul con il Kospi che sale dello 0,31%.

Future in rialzo a Wall Street. Il focus dei mercati è sempre sulla guerra in Medio Oriente. Ieri il premier israeliano Benjamin Netanyahu ha affermato che gli attacchi congiunti tra Stati Uniti e Israele hanno distrutto la capacità dell’Iran di arricchire l’uranio e di produrre missili balistici, e che a suo avviso “questa guerra finirà molto più velocemente di quanto la gente pensi”. I future del Dow Jones salgono dello 0,24%, quelli dello S&P 500 dello 0,18% e i future del Nasdaq migliorano dello 0,10%.

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