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Leonardo, in arrivo il “Michelangelo-Dome”

Le tante guerre sparse per il mondo e l’instabilità globale a livello geopolitico spaventano. Se a questo ci aggiungiamo la potenziale minaccia, già concreta, che un missile proveniente dall’Iran possa colpire l’Italia, ecco che il quadro si fa ancora più preoccupante. Per questo l’Italia lavora a un suo scudo-spaziale e il progetto “Michelangelo-Dome” è affidato al colosso delle armi Leonardo.

“La nostra idea – spiega l’ad Roberto Cingolani a La Repubblica – è costruire un’architettura aperta che possa respingere entrambe le minacce: quelle saturanti e quelle dei missili veloci, balistici o ipersonici. Nel primo caso si lavora sulla “dead zone”, una zona in cui nulla può penetrare, difesa con artiglieria veloce, radar e sistemi di visione. Per i missili a lunga gittata la risposta è più complessa: satelliti, radar a lunga portata, tracciamento anticipato e scelta in tempo reale della contromisura migliore“.

“La tecnologia – entra nel dettaglio Cingolani – c’è già, non è qualcosa che vedremo solo nel 2030. Abbiamo già dimostrato, in simulazioni avanzate, l’intercettazione di un missile a 76 chilometri dall’obiettivo. Entro giugno mostreremo capacità innovative di gestire i droni e parteciperemo a esercitazioni Nato. Detto questo si tratta di un sistema “sartoriale” che dipende da cosa si vuole difendere e dagli asset
disponibili
“. Poi Cingolani affronta anche il tema delle minacce in atto. “L’emergenza c’è, e l’Europa non era pronta: è frammentata e fatica a costruire una difesa comune”.

“Credo però – spiega – che la Nato resti fondamentale e che un’Europa più forte la rafforzi. Nessuno può farcela da solo: per questo lavoriamo su alleanze industriali e in questo fungiamo un po’ da “sherpa” che aprono la strada anche a collaborazioni tra governi”. Poi conclude: “Qui si tratta di costruire macchine per difenderci, per fare deterrenza. Il riarmo serve alla deterrenza: questo deve essere molto chiaro”.

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