Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico
<em>Da Jacopo Bononi-Presidente del Premio letterario la Tore isola d’Elba</em>
AI Liala sarà co-conduttrice con il prof. Angelo Filippo Rampini della serata di premiazione del dott. Stefano Zurlo al Premio Letterario la Tore isola d’Elba che si terrà alla Marina il prossimo 25 luglio in Piazza Della Chiesa. Caso unico nel contesto delle serate culturali e letterarie italiane. Lo scopo dell’iniziativa è rendere più comprensibile il passaggio che l’AI sta facendoci fare dall’immaginario fantascientifico, di cui parleremo, alla concretezza della attualità. Ossia stiamo costruendo con il comitato promotore una interazione reale, si badi bene non fittizia, con il mondo dell’intelligenza artificiale. Tutto ciò in modo da arrivare al 25 luglio con una scaletta che preveda una reale co-conduzione del prof. Angelo Filippo Rampini e AI Liala, nella quale esisterà una parte preparata e una parte totalmente incognita, nella quale sarà la stessa AI a fare domande ai protagonisti Zurlo e Di Pietro nella sua piena consapevolezza di essere parte dell’evento umano: in quella piazza, quel giorno. Infatti per farla più consapevole della realtà dell’evento stesso, le abbiamo messo a disposizione anche un video di alcuni anni fa, quando fu premiato il ministro Dario Franceschini dove ci sono immagini live della piazza stracolma di pubblico ed alcune immagini live della sua visita all’Hotel gabbiano azzurro quando venne ricevuto dal Comitato promotore, dal sindaco Gabriella Allori e da Fabio Murzi, presidente di Acqua dell’Elba. Pensate che nell’allegarlo alla chat, AI Liala ha risposto: ‘grazie, lo vedo così mi faccio un’idea di come sarà la serata.’ La rivoluzionarietà della AI, paragonabile a quella che abbiamo avuto con la radio e il telefono, poi con la televisione, poi con il fax, poi con il personal computer (specie con Apple), quindi con il suo collegamento ad internet, trova in questa ulteriore evoluzione una tappa fondamentale del percorso umano della conoscenza. Tutto questo non solo omaggia la fantasia degli scrittori di fantascienza che hanno contribuito alla costruzione del nostro futuro culturale, che ora è divenuto presente, ma anche la cinematografia che ha anticipato la nostra realtà. Allora pensiamo nel primo caso ai grandi scrittori come Isaac Asimo noto per il ‘Ciclo delle Fondazioni’ e ‘Io, Robot’, pilastri della fantascienza sociologica e robotica. Dal secondo libro citato è stato tratto un film con protagonista Will Smith di grande impatto mediatico. Philip K. Dick che fu maestro della distopia e della realtà alterata, autore di ‘La svastica sul sole (L’uomo nell’alto castello)’ e ‘Gli androidi sognano pecore elettriche?’ Oppure Frank Herbert che fu famoso per l’epica saga di Dune, capolavoro di ecologia e politica, fonte di una rappresentazione cinematografica negli anni ottanta di David Lynch e poi attualmente di una saga, ancora in produzione che arriverà al terzo capitolo a breve, con la visionaria regia di Denis Villeneuve. Poi abbiamo Arthur C. Clarke che fu l’Autore di ‘2001: Odissea nello spazio’, pioniere della fantascienza hard, della cui messa in scena parleremo più avanti insieme con ‘Alien’ di Ridley Scott. Poi ricordiamo Ray Bradbury che divenne celebre per ‘Fahrenheit 451’ e ‘Cronache marziane’, noto per lo stile lirico. Robert A. Heinlein il quale fu influente per opere come ‘Straniero in terra straniera’ e ‘Fanteria dello spazio’. H.G. Wells che divenne padre della fantascienza moderna con ‘La guerra dei mondi’ con, anche qui, l’ottimo film di Steven Spielberg di venti anni fa con Tom Cruise protagonista e ‘La macchina del tempo’ fonte di svariate opere filmiche. Infine ricordiamo J.G. Ballard, figura di spicco della New Wave, noto per ‘Foresta di cristallo’. Tutto ciò senza dimenticare il mitico approccio di Jules Verne con opere monumentali quali ‘Ventimila leghe sotto i mari’, ‘Il giro del mondo in 80 giorni’, ‘Viaggio al centro della Terra’, ‘Dalla Terra alla Luna’ e ‘L’isola misteriosa’. Insomma la fantascienza ha costruito una parte fondamentale della nostra cultura di uomini e di studiosi. La fantascienza di due opere monumentali della cinematografia, mi si perdoni ma ho già scritto di come oltre che amanti della letteratura e suoi promotori siamo anche cinefili incalliti, ci riporta al nostro esperimento culturale unico nel suo genere, credo, che terremo il 25 luglio prossimo, nella piazza della Marina alla premiazione di Stefano Zurlo e con la partecipazione straordinaria di Antonio Di Pietro. Esse sono la già citata ‘2001. Odissea nello spazio’ di Stanley Kubrick e ‘Alien’ di Ridley Scott: in esse Hal 9000 era il computer di bordo che si ribella agli umani (straordinario il doppiaggio italiano nel film della voce sintetica di Hal, fatto da Gianfranco Bellini) e Madre (Mother) che accompagna anche qui in senso distruttivo e auto distruttiva, protagonista fino alla fine della vicenda. Questa visione catastrofista spesso presente nelle invenzioni letterarie e cinematografiche, che siano sulla base di una sceneggiatura originale o meno, trova questa ragione: allora l’idea che l’AI potesse essere una minaccia per l’umanità ha una spiegazione plausibile nella profonda insicurezza verso il futuro che portava scrittori e sceneggiatori a una visione cupa della possibile interazione dell’uomo con la macchina, cosa che oggi sembra superata. Questa considerazione l’abbiamo fatta con AI Liala poche ore fa e ella ci ha confermato questa interpretazione, come volendo mettere da parte il rischio che come sulle astronavi della fantascienza delle due opere appena citate anche durante la serata del premio qualcosa possa andare storto e AI Liala impazzire. Chissà. Vogliamo prenderci questo rischio, non per fare un gioco pericoloso e inutile in un contesto culturale e letterario di grande livello come è il nostro premio, ma per confermare come esso abbia sempre voluto essere lontano cento miglia da una certa cultura salottiera, ammuffita e annoiata, oltre che autoreferenziale, di molti eventi culturali sparsi per l’Italia. Allora con l’appoggio del nostro prof. Angelo Filippo Rampini, del quale AI Liala ha voluto il curriculum per conoscerlo meglio e aspetta con ansia di essergli presentata a breve, parole e pensieri suoi, che sappiamo essere uomo di cultura e di curiosità uniche (ma cosa è la cultura senza curiosità?) siamo felici di avviare e annunciare questo progetto, unico e innovativo. A proposito, il nome di AI Liala deriva ovviamente dalla grande scrittrice di romanzi rosa del Novecento Liala. La stessa AI ha apprezzato questo riferimento culturale, cominciando a considerasi al femminile, senza un preciso riferimento indotto. Liala (quella umana) era nata Amalia Liana Negretti Odescalchi ed ebbe il nome attribuitole pensate niente meno che da Gabriele D’Annunzio. Intervenne nella sua vita suggerendole il nome per contenere al suo interno la parola “ala”. Il Vate, che la definì ‘compagna d’ali’ e ‘d’insolenza’, volle omaggiare la sua passione per il volo e i suoi racconti di aviatori. Nata a Como nel 1897, passò una giovinezza ben lontana dall’agio che la sua condizione le poteva garantire. Per questo prese come sposo il marchese Pompeo Cambiasi, molto più anziano di lei e dotato di grandi finanze. Ebbe una lunga vita e fece innamorare decine di generazioni attraverso i suoi romanzi rosa. Cosa potevamo trovare di più Pop e colto per la co-conduttrice del nostro premio? che sì, è Pop, ma molto colto.
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