Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Il premier britannico conferma la linea di Londra: “Il mio obiettivo è quello di fornire una leadership calma e equilibrata nell’interesse nazionale”, mentre prosegue il rimpatrio
Il Regno Unito mette in campo una vasta operazione di rimpatrio dalla regione dopo l’ulteriore deterioramento della crisi con l’Iran. In conferenza stampa, Keir Starmer ha parlato di un’azione senza precedenti per dimensioni: “È una delle più grandi operazioni del suo genere, molto più grande dell’evacuazione dall’Afghanistan. Non accadrà dall’oggi al domani, ma non ci fermeremo finché la nostra gente non sarà al sicuro”.
Secondo il premier britannico, “Ad oggi, oltre 140 mila persone nella regione hanno registrato la loro presenza, consentendoci di fornire loro le informazioni e il supporto di cui hanno bisogno”. Starmer ha spiegato che Londra ha già squadre di pronto intervento dispiegate in Oman e Arabia Saudita, con team consolari impegnati ad assistere centinaia di persone tra le più vulnerabili. L’obiettivo è riaprire e mantenere corridoi di ritorno, lavorando “24 ore su 24” con compagnie aeree, agenzie di viaggio e governi.
Sul piano dei rientri, il primo ministro ha sottolineato che “Oltre 4 mila persone sono ora rientrate nel Regno Unito con voli commerciali dagli Emirati Arabi Uniti, inclusi i cittadini britannici vulnerabili identificati dai nostri team.Altri sette voli dovrebbero partire oggi dagli Emirati Arabi Uniti per il Regno Unito e posso annunciare che il nostro primo volo charter dall’Oman è decollato pochi minuti fa”. Poi ha aggiunto: “Prevediamo ulteriori voli charter nei prossimi giorni. British Airways sta attivando voli giornalieri dall’Oman e continueremo a collaborare con tutti i nostri partner per aumentare la velocità e la capacità di rimpatrio”.
Accanto all’operazione di evacuazione, Starmer ha rivendicato una linea politica impostata sulla stabilità e sulla tutela dell’interesse nazionale: “Il mio obiettivo è quello di fornire una leadership calma e equilibrata nell’interesse nazionale”, e questo significa “avere la forza di restare saldi sui nostri valori e sui nostri principi, nonostante le pressioni che ci spingono a fare altrimenti”. Il premier ha spiegato la scelta di non partecipare all’azione iniziale: “Ecco perché ho deciso che il Regno Unito non avrebbe partecipato all’attacco iniziale” e “quella decisione è stata deliberata. Era nell’interesse nazionale. E la sostengo”.
Starmer ha richiamato la posizione britannica di lungo periodo: “Voglio quindi rassicurare l’opinione pubblica britannica sulle azioni che stiamo intraprendendo mentre la regione è sprofondata nel caos. Il mio obiettivo è fornire una leadership calma ed equilibrata nell’interesse nazionale. Ciò significa impiegare la nostra forza militare e diplomatica per proteggere il nostro popolo e avere la forza di restare saldi sui nostri valori e sui nostri principi, nonostante le pressioni a fare altrimenti. La posizione britannica di lunga data è che la strada migliore per la regione e il mondo sia un accordo negoziato con l’Iran, che rinunci alle sue ambizioni nucleari”.
Sui raid iniziali, Starmer ha detto: “Ecco perché ho preso la decisione che il Regno Unito non si sarebbe unito agli attacchi iniziali contro l’Iran da parte di Stati Uniti e Israele. Quella decisione è stata deliberata. Era nell’interesse nazionale e la sostengo, ma quando l’Iran ha iniziato ad attaccare i paesi del Golfo e la regione più ampia, la situazione è cambiata. L’Iran ha lanciato droni e missili contro 10 paesi che non lo avevano attaccato. Questi sono alleati del Regno Unito, dove abbiamo centinaia di migliaia di cittadini britannici”. Da qui, ha spiegato, la priorità: “La nostra priorità numero uno è proteggere la nostra gente, ed è per questo che, molto prima dell’azione di Stati Uniti e Israele dello scorso fine settimana, avevamo già dispiegato ulteriori capacità militari nella regione per difendere i nostri interessi, e desidero rendere omaggio alle nostre brillanti forze armate. Per tutto gennaio e febbraio, abbiamo trasferito risorse difensive a Cipro e in Qatar, aerei da combattimento, missili di difesa aerea, radar avanzati e sistemi per l’abbattimento dei droni, per garantire un elevato stato di prontezza prima dell’inizio di qualsiasi conflitto”.
Sul rafforzamento militare, Starmer ha annunciato nuove misure: “Posso annunciare oggi che invieremo altri quattro jet Typhoon per unirsi al nostro squadrone in Qatar per rafforzare le nostre operazioni difensive in Qatar e in tutta la regione. Domani arriveranno a Cipro elicotteri Wildcat con capacità anti-drone. Il Segretario alla Difesa è attualmente a Cipro, per coordinare il nostro lavoro e incontrare i nostri coraggiosi militari”. E ha aggiunto: “Stiamo schierando la HMS Dragon nel Mediterraneo e abbiamo permesso agli Stati Uniti di utilizzare le basi britanniche per condurre operazioni difensive, per neutralizzare i missili iraniani prima che vengano lanciati contro il nostro popolo e i nostri alleati. Manterremo questo scudo sul popolo britannico nella regione e sui nostri alleati”.
Sul rapporto operativo con Washington e sulla tempistica delle richieste, il premier ha precisato: “Voglio essere molto chiaro su questo punto: nessuna richiesta dagli Stati Uniti è arrivata nei termini specifici dichiarati fino a sabato pomeriggio“. E ha ricostruito le ore successive: “Venerdì non c’era alcuna decisione concreta da prendere. La decisione doveva essere presa quando abbiamo ricevuto la richiesta, arrivata sabato nel corso del pomeriggio. Abbiamo esaminato i dettagli con gli Stati Uniti il giorno successivo e alla fine abbiamo raggiunto una decisione domenica, che ho annunciato domenica sera, verso le otto o le nove di sera. Abbiamo poi elaborato la decisione domenica, che è stata una decisione unanime di tutti i ministri, che ci ha imposto di adottare le misure che avevo annunciato”.
A conferma della linea politica, Starmer ha ricordato: “Il mio obiettivo è quello di fornire una leadership calma e equilibrata nell’interesse nazionale” e “Ecco perché ho deciso che il Regno Unito non avrebbe partecipato all’attacco iniziale”, mentre Adnkronos riporta che il premier “rimarrà fermo” nella difesa di valori e principi, “a prescindere dalle pressioni per fare altrimenti”, ricordando “la posizione da tempo assunta dai britannici” e sottolineando che “così, è stato per questo che ho preso la decisione che il Regno Unito non si sarebbe unito ai raid iniziali contro l’Iran di Stati Uniti e Israele – ha proseguito – ora questa decisione è stata deliberata, è stata una decisione nell’interesse nazionale e la confermo”.
“La relazione speciale con gli Stati Uniti è operativa in questo momento, stiamo lavorando con gli americani per il dispiegamento dalle nostre basi”. Così Keir Starmer risponde, durante una conferenza stampa a Downing Street, a chi gli chiede se la relazione speciale tra Stati Uniti e Regno Unito sia stata “rovinata” dopo i nuovi attacchi di Donald Trump che, tra le altre cose, ha detto che Starmer “non è Wiston Churchill”. Starmer ha poi sottolineato che se Trump prende le sue decisioni valutando gli interessi nazionali Usa, “io, come primo ministro britannico, devo prendere decisioni che considero nel miglior interesse del Regno Unito. Non c’e’ niente di controverso in questo”. Il premier ha comunque ribadito che Londra e Washington stanno “lavorando insieme nella regione, gli Stati Uniti e i britannici lavorano insieme per proteggere sia gli Stati Uniti che i britannici nelle basi congiunte e condividiamo intelligence 24 ore su 24, sette giorni su sette, come sempre. Questa – ha concluso – è una relazione speciale”
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet