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Iran, il sottosegretario Isabella Rauti: “Crisi grave e senza precedenti. La guerra mette alla prova la sicurezza europea, ecco perché servono più investimenti nella difesa”
“La difesa è uno dei prerequisiti per garantire la libertà individuale e collettiva e la funzionalità di una nazione. In decenni di pace abbiamo finito per darla per scontata e, in Italia e in Europa, questa percezione ha determinato una riduzione degli stanziamenti militari e degli investimenti nelle industrie di settore”. Così, ad Affaritaliani, il sottosegretario alla difesa Isabella Rauti, ribadisce la necessità per l’Italia di rafforzare la propria autonomia strategica nel settore della Difesa all’interno dell’Unione Europea, soprattutto alla luce dell’attuale scenario geopolitico. “Oggi il quadro è mutato, il paradigma rassicurante è stato spezzato e sono tornati venti e tempi di guerra. Ci troviamo in un contesto internazionale geopolitico preoccupante, con il conflitto in Ucraina che si trascina da quattro anni e con quelli più recenti in tutto il Medio Oriente. Guerre che si sviluppano in tutti i domini in quelli tradizionali ma anche in quelli nuovi ed emergenti; conflitti di natura ibrida e modalità asimmetrica che richiedono un adeguamento dello strumento militare e della sua capacità operativa”, dice Rauti.
In questo scenario, spiega il Sottosegretario, l’Italia difende l’interesse nazionale con investimenti nel settore della sicurezza e con progetti comuni europei ed extraeuropei, come il programma “Eurodrone”, realizzato in cooperazione con Francia, Germania e Spagna, che segna “un passaggio fondamentale nella costruzione di una capacità europea autonoma nel dominio dei sistemi a pilotaggio remoto, rafforzando al contempo il ruolo dell’industria nazionale nelle tecnologie avanzate per la sorveglianza, l’intelligence e la sicurezza”. Il secondo è il Global Combat Air Programme (GCAP), un’iniziativa congiunta di Regno Unito, Italia e Giappone per sviluppare una nuova generazione di caccia multiruolo avanzato di sesta generazione entro la metà degli anni 2030.
La difesa Europea
Di fronte a queste sfide globali, Isabella Rauti sottolinea come l’Italia debba giocare un ruolo attivo nel rafforzare la difesa europea: “Nel contesto di instabilità pervasiva globale l’Europa, come spesso sottolinea il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, è chiamata ad assumersi responsabilità crescenti per garantire la propria sicurezza. All’Europa servono coesione, capacità comuni e visione strategica condivisa per fronteggiare le nuove sfide e posture sempre più assertive dei principali player globali. In questo quadro, l’Italia sostiene l’architettura di difesa contenuta nella Readiness 2030 e la prospettiva di una difesa europea quale pilastro complementare della NATO e pienamente integrato nel sistema di sicurezza euro-atlantica. Rafforzare tale pilastro significa sviluppare capacità operative comuni, incrementare l’interoperabilità e investire su un’industria della difesa con standard comuni bydesign ovvero sin dalla fase di progettazione”.
Il sottosegretario ha ribadito poi che l’Italia sta rafforzando la prontezza operativa delle sue Forze Armate, in linea con gli standard della NATO e dell’Ue, consolidando capacità e addestramento comuni con gli Alleati: “Si tratta di un percorso di responsabilità che rafforza il legame transatlantico, rendendo l’Europa un soggetto più coeso e capace di contribuire alla sicurezza collettiva. L’Alleanza atlantica, con la sua struttura di difesa, ha garantito all’Occidente decenni di pace e rappresenta ancora oggi il sistema di difesa più credibile”.
La situazione in Medio Oriente, tuttavia, sta peggiorando. “Siamo di fronte a una delle crisi più gravi degli ultimi decenni: una crisi sistemica ed articolata, che coinvolge l’intera comunità internazionale e incide direttamente anche sugli interessi nazionali. I primi effetti economici sono già evidenti e l’Italia, come confermano anche le recenti missioni del Presidente del Consiglio Giorgia Meloni in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, si sta muovendo per garantire al nostro Paese gli approvvigionamenti energetici necessari e per prevenire ulteriori ripercussioni sulle imprese e sul potere d’acquisto delle famiglie”, dice Rauti. In questo quadro si inserisce l’azione diplomatica del Governo, “orientata a rafforzare e, ove possibile, diversificare gli approvvigionamenti energetici nazionali, con l’obiettivo di mitigare l’impatto economico derivante dall’evoluzione del conflitto in Iran e tutelare la stabilità del Sistema Paese”.
“L’Italia ha una posizione chiara e importante, non condivide questa guerra e sta cercando di limitarne i danni diffusi. La nostra decisione di fornire supporto ai Paesi del Golfo, vittime delle ritorsioni dell’Iran, che ha lo scopo di scatenare una guerra economica globale, risponde ai rapporti di cooperazione consolidati con Stati partner e dalla necessità di tutelare i numerosi cittadini italiani presenti e gli interessi nazionali nell’area. E soprattutto nasce dalla nostra volontà di evitare un’escalation e contribuire agli equilibri pacifici globali”, conclude.
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