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Diesel sopra i due euro al litro, Matteo Salvini: “Se qualcuno fa il furbo può pagare sugli extra-profitti. Tassiamo i petrolieri così come abbiamo fatto con le banche”
Prezzi in aumento e misure per contenerli: il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, è intervenuto a margine di un volantinaggio per il referendum al gazebo di Ponte Milvio a Roma. “So che ci stanno lavorando Urso e Giorgetti. Spero che ci sia un intervento fiscale che però non dipende da me, poi può essere accise mobili, blocco automatico dei prezzi, un tetto al prezzo…non lo so, non me ne occupo e non voglio dire cose inesatte. So che ho parlato ieri con Giorgia, ci sta lavorando”, ha detto a chi gli chiedeva se, come da alcune indiscrezioni di stampa, si possa agire anche con Dpcm per calmierare i rincari legati alla nuova guerra nel Golfo.
“Se qualcuno fa il furbo può pagare sugli extra profitti che stanno facendo in questi giorni, abbiamo tassato le banche possiamo tranquillamente tassare i petrolieri”, ha detto Salvini, ricordando di avere convocato “mercoledì le principali compagnie petrolifere in prefettura a Milano perché non sopporto gli speculatori”. Il vicepremier ha poi commentato l’aumento del prezzo del diesel: “Non è giustificabile l’aumento di cinquanta centesimi al litro del diesel, perché chi fa benzina oggi va a comprare del petrolio che è stato venduto mesi fa: quindi una crisi che c’è da 15 giorni non può portare il diesel sopra i due euro a Roma o a Milano, questo è qualcosa di inaccettabile”.
Infine, Salvini ha spiegato il collegamento con il suo ruolo di ministro: “Faccio il ministro dei Trasporti, gli autotrasportatori poi chiedono conto a me e se aumentano le tariffe dei camion aumentano frutta e verdura al supermercato. Chiederò conto alle compagnie petrolifere di questi aumenti o ritornano al buon senso oppure sapremo come intervenire, anche fiscalmente”, ha concluso.
Le sanzioni
Salvini ha poi commentato le sanzioni internazionali e l’atteggiamento degli alleati: “Io ho espresso una posizione che tanti altri stanno esprimendo. Ripeto, in scia non a Putin, ma agli Stati Uniti d’America alla guida della Nato. Poi siamo in un governo con altri partiti: io ho espresso il mio parere altri esprimeranno il loro. Io noto che in questo momento quelli che ci stanno rimettendo e pagando di più siamo noi, tutto qua, poi uno può dire chi se ne frega, andiamo avanti così. Secondo me è sbagliato, io la mia la dico”.
Sul petrolio russo, il leader della Lega ha aggiunto: “C’è la principale potenza dell’alleanza libera occidentale e la guida della Nato, ovverosia gli Stati Uniti, che hanno allentato le sanzioni nei confronti del petrolio che arriva dalla Russia, hanno fatto una scelta pragmatica e io ritengo che l’Italia e l’Europa debbano prendere in considerazione la stessa scelta pragmatica”. “Non si tratta di essere pro Putin o anti Putin. Trump ha allentato le sanzioni – aggiunge il vicepremier – secondo me ha fatto bene: gli Stati Uniti stanno straguadagnando, la Russia sta straguadagnando, la Cina il petrolio lo sta avendo uguale dall’Iran, chi ne sta pagando le conseguenze siamo noi così come per le sanzioni contro l’Ucraina. Non so se qualcuno si ricorda che le sanzioni contro Putin lo avrebbero messo in ginocchio nell’arco di poche settimane, sono passati quattro anni”, ha concluso.
Il referendum
Il leader del Carroccio ha poi commentato le dichiarazioni del procuratore Nicola Gratteri sul referendum. “Condivido le frasi di Bartolozzi sulla magistratura come plotone di esecuzione? È molto più grave che qualche procuratore della Repubblica insista a dire che per il sì voteranno i mafiosi”, ha detto Salvini. “Sapere che qualcuno che oggi decide della libertà, della vita e della morte di un italiano pensa che i milioni di italiani che voteranno sì siano dei mafiosi – aggiunge il vicepremier riferendosi a Gratteri – io non so se voi da giornalisti siete contenti”.
Il leader della Lega ha poi aggiunto: “Un procuratore della Repubblica che decide chi indagare e chi arrestare e se ha questo spirito di vendetta e dice che ‘faremo i conti’, secondo me è gravissimo. Se per il sì voteranno mafiosi, o conosci dei mafiosi che voteranno sì e se conosci dei mafiosi non devono votare e li porti in galera, oppure spari a caso”, ha concluso Salvini.
Sul senso del voto, Salvini ha spiegato: “Votare sì significa una scelta di libertà e quindi togliere le correnti, lo strapotere della politica e dei partiti che inquinano i tribunali”. Ci sono tanti cittadini “ingiustamente indagati, addirittura arrestati e messi in galera e poi rilasciati con una vita rovinata”, senza che “nessuno paghi le conseguenze”, ha aggiunto il vicepremier. “Sbaglia chi la butta in rissa, io vedo tanta gente che silenziosamente, laboriosamente andrà a votare sì, anche a sinistra, anche fra i giudici, anche fra i magistrati, fra i pm, fra gli avvocati”, ha concluso.
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