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Il caso Crosetto
Torna in Italia il ministro della Difesa Guido Crosetto, bloccato a Dubai insieme a centinaia di italiani dopo l’attacco Usa-Israele contro l’Iran e i missili lanciati in risposta da Teheran contro gli Emirati. “Rientrerò come ovvio da solo con un aereo militare e lascerò qui la mia famiglia, che comprende la scelta”, prova lui a sedare la rivolta delle opposizioni, con tanto di interrogazione parlamentare e richiesta di immediate dimissioni del M5s. Una protesta che indigna il ministro, arrivato a Dubai per motivi personali poco prima dell’attacco con un volo di linea. “Trovo vergognoso e basso questo modo di fare polemica e vorrei rassicurare sul fatto che non prendo lezioni da nessuno per senso dello Stato e delle istituzioni”, si difende.
“Sto continuando a gestire da ieri la situazione delicata con tutti gli strumenti tecnici necessari per farlo anche all’estero”, si giustifica per un’assenza che pare abbia creato imbarazzi fino ai piani più alti di Palazzo Chigi. “Io personalmente non lo sapevo”, allarga le braccia il ministro degli Esteri Antonio Tajani. “L’ho sentito durante le riunioni che abbiamo avuto ieri”, risponde elusivo l’altro vicepremier, Matteo Salvini. Intanto via terra Crosetto ha percorso circa 500 chilometri e raggiunto Mascate (insieme a una decina di persone rimaste lì) per poi volare dall’Oman verso l’Italia a bordo di un volo di Stato appositamente decollato per riportarlo in patria. E lui, excusatio non petita, si premura di spiegare di avere “bonificato al Comando del 31esimo stormo di Ciampino un importo triplo (per mia scelta) rispetto a quello che prevede la tariffa” per viaggiare a bordo del Gulfstream G550 dell’Aeronautica militare, partito in mattinata dalla base di Pratica di Mare. “In modo tale – precisa – da togliere anche la possibilità di attaccarmi dicendo che sono tornato usando un volo di Stato”.
Le parole di Schlein
“Il governo italiano non può rimanere schiacciato sull’amministrazione Usa, o danneggerà irreparabilmente il ruolo diplomatico che l’Italia ha sempre svolto e visto riconosciuto da tutti gli attori nella regione. Meloni non interviene, eppure l’amicizia che rivendica con Trump non gli ha impedito di non avvertirla dell’attacco, tanto da avere il nostro ministro della Difesa bloccato a Dubai”. Così la segretaria del Pd Elly Schlein.
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