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Iniziata l’autopsia su Aurora Livoli a Milano: presenti genitori e lo zio. Prosegue la caccia all’uomo delle telecamere

È iniziata nella mattinata del 2 gennaio, all’Istituto di Medicina legale di Milano, l’autopsia sul corpo di Aurora Livoli, la ragazza di 19 anni trovata morta nel cortile di un condominio in via privata Paruta, nella zona tra via Padova e viale Monza. 

Poco prima dell’avvio dell’esame sono arrivati anche i genitori adottivi della giovane, con un mazzo di fiori tra le mani, accompagnati dallo zio e legale della famiglia. 

L’ipotesi: strangolata e abbandonata nel cortile

Secondo le prime ipotesi investigative, Aurora potrebbe essere stata strangolata a mani nude e poi lasciata senza vita nel cortile del palazzo, dove una custode ha fatto la tragica scoperta la mattina del 29 dicembre. Sarà proprio l’autopsia a chiarire se sul corpo ci siano segni compatibili con questa ricostruzione e a stabilire l’orario esatto della morte. La Procura di Milano ha aperto un fascicolo per omicidio volontario. 

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L’ultima chiamata e la scomparsa

Aurora aveva lasciato la casa di famiglia all’inizio di novembre, senza soldi né documenti. L’ultimo contatto con i genitori risale al 26 novembre, quando aveva rassicurato tutti sulle proprie condizioni, ribadendo però la volontà di non tornare a casa. Da quel momento, il silenzio. La preoccupazione crescente aveva spinto la famiglia a rivolgersi alle forze dell’ordine, denunciandone la scomparsa.

A Milano, però, la ragazza non risulta residente né censita, un dettaglio che rende ancora più complessa la ricostruzione dei suoi spostamenti e delle persone incontrate nelle settimane precedenti alla morte.

Le immagini delle telecamere e l’uomo da identificare

Un punto fermo dell’inchiesta arriva dai filmati delle telecamere di sorveglianza della zona. Le immagini mostrano Aurora entrare nel condominio insieme a un uomo poco prima delle 23. Dopo mezzanotte lui esce da solo, poi rientra e si allontana definitivamente intorno alle 3.30, prendendo una direzione diversa rispetto a quella dell’arrivo.

È lui, descritto come magro, più alto della ragazza, con capelli corti e ricci e un giubbotto scuro, l’uomo che i carabinieri stanno cercando. Gli investigatori del Nucleo Investigativo e della Compagnia Porta Monforte stanno lavorando senza sosta per dargli un nome.

I tabulati telefonici e le piste aperte

Non avendo una mappa chiara della vita milanese di Aurora, gli inquirenti puntano ora sui tabulati telefonici. Le chiamate fatte e ricevute potrebbero aiutare a ricostruire gli ultimi giorni della giovane e a individuare chi le è stato accanto prima della morte.

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