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Allarme carburante negli aeroporti europei, le scorte stanno finendo. L’ACI alla Commissione Ue: “Se Hormuz non riapre entro tre settimane, stop ai voli”

Gli aeroporti europei lanciano un avvertimento diretto alle istituzioni Ue: senza una ripresa stabile dei flussi attraverso lo Stretto di Stretto di Hormuz entro circa tre settimane, il continente potrebbe andare incontro a una carenza sistemica di carburante per aerei. L’allarme arriva da ACI Europe, che in una lettera inviata alla Commissione europea descrive una situazione definita “critica” per la disponibilità di cherosene negli hub europei.

Secondo quanto riportato dal Financial Times e rilanciato dall’ANSA, il settore avverte che il tempo a disposizione è limitato: “Se il transito attraverso lo Stretto di Hormuz non riprenderà in modo significativo e stabile entro le prossime tre settimane, la carenza sistemica di carburante per aerei diventerà una realtà per l’Ue”, si legge nella comunicazione. Nella lettera, ACI Europe segnala che le riserve di carburante per l’aviazione risultano già sotto stress, mentre la domanda resta elevata anche a causa delle tensioni geopolitiche e delle attività militari nell’area. A preoccupare il settore è anche il calendario: l’avvicinarsi della stagione estiva, tradizionalmente il periodo di massimo traffico aereo, potrebbe amplificare eventuali criticità, con effetti su turismo e collegamenti internazionali.

Intanto, la Commissione europea ha convocato per il 21 aprile una riunione straordinaria dei ministri dei Trasporti dei 27 Stati membri, in modalità videoconferenza, per valutare possibili misure di risposta. Nel frattempo, il dossier energia è tornato al centro dell’agenda politica europea. L’esecutivo guidato da Ursula von der Leyen ha previsto una discussione dedicata già nei prossimi giorni, con l’obiettivo di esaminare strumenti di intervento in caso di peggioramento della crisi.

Il nodo del monitoraggio europeo delle scorte

Uno dei punti critici evidenziati dal settore riguarda l’assenza di un sistema europeo centralizzato di monitoraggio delle scorte di carburante per l’aviazione. “Al momento non esiste una mappatura e un controllo coordinato a livello Ue della produzione e della disponibilità di cherosene”, sottolinea ACI Europe, che chiede un intervento proattivo da parte delle istituzioni. L’allarme sul carburante per aerei si inserisce in un contesto più ampio di tensioni energetiche globali. Il direttore dell’Agenzia Internazionale dell’Energia, Fatih Birol, ha recentemente parlato di una delle fasi più delicate per i mercati energetici internazionali, segnalando anche il rischio di carenze su più fronti, dai carburanti ai beni alimentari.

Tra le ipotesi al vaglio dell’Ue vi sarebbero anche misure straordinarie per diversificare le forniture, ma alcune opzioni presentano criticità tecniche e normative, come l’utilizzo di carburante proveniente dagli Stati Uniti, che non sempre risponde agli standard europei. Nel frattempo, gli effetti della crisi si stanno già riflettendo sui costi: l’aumento del prezzo del carburante rischia di tradursi in un incremento delle tariffe aeree, con possibili ricadute dirette sui passeggeri.

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