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Dazi, Trunp rialza la posta in gioco: la posizione dell’Europa 

Nella riunione di domani “proporrò al team negoziale del Pe di sospendere i lavori legislativi fino a quando non avremo una valutazione giuridica adeguata e impegni chiari da parte degli Stati Uniti”. Lo annuncia su X il presidente della commissione Commercio internazionale dell’Eurocamera Bernd Lange, relatore dell’intesa Ue-Usa sui dazi. “Nessuno riesce più a capirci qualcosa: solo domande aperte e crescente incertezza per l’Ue e gli altri partner commerciali degli Stati Uniti. Le condizioni dell’accordo di Turnberry e la base giuridica su cui è stato costruito sono cambiate”, sottolinea. 

 “Non” bisogna “reagire di pancia ma con la testa, tenendo conto che gli Stati Uniti non sono solo il nostro principale mercato extraeuropeo, ma anche il principale alleato politico e militare, necessario per la difesa e la libertà del Continente e garantire le nostre linee di approvvigionamento. Stiamo lavorando con gli altri partner per raggiungere l’autonomia strategica del continente”. A dirlo in un’intervista a La Stampa, in merito alla questione dei dazi, è il ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso. La decisione della Corte suprema americana “era nell’aria da tempo – dice – La reazione dei mercati lo conferma”. Quanto alla riunione della task force dedicata all’emergenza e convocata dal ministro Tajani, cosa diranno alle imprese: “Ha fatto bene il ministro Tajani a convocarla per ascoltarle – risponde Urso – Da parte nostra come sempre c’è il massimo supporto. Non c’è alcuna emergenza, ma la necessità di agire come sistema Paese”. In merito all’aumento dei dazi globali al 15%, come annunciato da Trump, per il ministro si tratta di “misure transitorie in attesa di altri interventi, con altre basi legali”.

E aggiunge: “In linea di massima se fosse così, 15 per cento per tutti, si ridurrebbe il vantaggio competitivo che l’Unione ha acquisito con la soluzione negoziale rispetto a Cina e altri Paesi che avevano tariffe ben più alte, e che la decisione della Corte Suprema ha cancellato. Valuteremo insieme agli altri partner cosa fare per indirizzare al meglio la Commissione, sempre in modo consensuale e con prospettive negoziali. Nessuna fuga in avanti”. Per Urso, la Commissione deve proseguire “sulla strada dei nuovi accordi di libero scambio, come quello con il Mercosur. Bene – dice – l’intesa con l’India lungo la “via del cotone”, con Emirati e Golfo e poi con il Sud-Est asiatico: Malesia, Indonesia, Filippine, Australia”. Infine sul decreto bollette: “si può e si deve fare di più, ma in Europa”. 

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