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Nordio sulle parole di Gratteri

“Mi ha sorpreso perchè per quanto la persona sia abbastanza determinata, per certi aspetti imprevedibile, non avrei mai pensato che avrebbe superato tutti i limiti della decenza“. Lo dice in un’intervista al Mattino di Padova il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, tornando sulle parole del procuratore Gratteri. “Un’uscita di senno. Ripeto che è necessario l’esame psicoattitudinale e psichiatrico non solo per chi entra in magistratura, ma anche per chi sta per uscirne”, insiste il Guardasigilli, che ritiene “ancora più grave” il fatto “che si sia giustificato come se non fosse in grado di interpretare le sue stesse idee”.

Che cosa cambierà per i magistrati dopo la riforma 

Che cosa cambierà per i magistrati dopo la riforma? “Tutto, ma cambierà soprattutto per i cittadini“, assicura il ministro, secondo il quale al contrario oggi c’e’ “una consorteria autoreferenziale che solo il sorteggio puo’ eliminare”. “I magistrati nella loro maggioranza non sono ideologizzati: sono le correnti ad essere strumenti di potere e carriera”. “I magistrati iscritti all’Anm sono il 97%: una percentuale bulgara. Perche’? Perche’ se non ti iscrivi non fai carriera, se vuoi avanzare devi aderire. E quando si elegge il Csm, iniziano le telefonate. E quando un magistrato va davanti alla sezione disciplinare, puo’ trovare chi gli ha chiesto il voto viceversa. Se non ha un ‘padrino’ e’ finito, morto”, spiega ancora Nordio. E basta il sorteggio? “Il sorteggio rompe questo meccanismo ‘para-mafioso’, questo verminaio correntizio, come l’ha definito l’ex procuratore antimafia Roberti, poi eletto con il Pd al parlamento europeo“, “un mercato delle vacche”.

Le aspettative sull’esito del referendum

La preoccupa la politicizzazione del referendum? “No, mi delude. I sondaggi dicono chiaramente che la maggioranza degli italiani è favorevole alla riforma. Ben due su tre sono favorevoli alla separazione delle carriere. Ma alcuni di loro voteranno no sperando di far cadere il governo” ma “non abbiamo mai dato” al voto “un connotato politico. Non faremo l’errore di Renzi. Se vincesse il no non cadrebbe in nessun caso il governo”, “in parlamento abbiamo una maggioranza schiacciante”, ricorda Nordio. “L’unico risultato sarebbe quello di fermare la riforma. E sarebbe una vittoria di quei pochi magistrati che sguazzano nel verminaio ai danni dei cittadini, di destra e di sinistra”, conclude.

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