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Elezioni in Germania, svolta storica dopo 35 anni: la CDU del cancelliere Merz supera la SPD con il 30,9% dei voti, forte avanzata per AfD. Ma nessuna forza ha raggiunto la maggioranza necessaria per entrare in Parlamento

Dopo oltre tre decenni di dominio socialdemocratico, la Renania-Palatinato cambia colore. Le elezioni regionali segnano infatti la vittoria dell’Unione cristiano-democratica (CDU) del cancelliere Friedrich Merz, che supera la SPD e si afferma come primo partito nel Land della Germania sud-occidentale. Con il 96% delle schede scrutinate, i cristiano-democratici ottengono il 30,9% dei voti, davanti alla SPD ferma al 25,9%. Forte avanzata anche per Alternativa per la Germania (AfD), che raggiunge il 19,6%, più che raddoppiando i consensi rispetto all’8,3% del 2021. Più distaccati i Verdi, al 7,8%.

Il risultato è stato accolto con entusiasmo dal candidato della CDU, Gordon Schnieder, che ha parlato di un ritorno del partito e di una chiara richiesta di cambiamento da parte degli elettori, soprattutto su temi come istruzione, sicurezza, sanità ed economia. Di tono opposto la reazione del leader regionale della SPD e attuale primo ministro, Alexander Schweitzer, che ha invitato il partito a non ignorare la portata della sconfitta e a esortato gli elettori a “non nascondere la testa sotto la sabbia”.

Il nuovo equilibrio politico rende complessa la formazione di un governo. Per ottenere la maggioranza assoluta nel Parlamento regionale sono necessari 51 seggi, ma nessuna forza li raggiunge autonomamente. Il Partito liberale democratico (Fdp), la Sinistra e i Liberi elettori restano fuori dall’assemblea, non riuscendo a ottenere rappresentanza. Schnieder ha inoltre ribadito l’esclusione di qualsiasi alleanza con l’AfD, rendendo inevitabile il ricorso a coalizioni tra altri partiti. Proprio l’AfD esce rafforzata dal voto. Con circa il 20% dei consensi e 24 seggi su 101, il partito si prepara a diventare la principale forza di opposizione. La leader regionale Jan Bollinger ha parlato del “miglior risultato nella Germania occidentale”, mentre la co-presidente Alice Weidel ha definito il dato “da record”.

L’esito delle elezioni regionali avrà ripercussioni anche a livello federale. Si tratta infatti della seconda tornata elettorale dell’anno, dopo quella del Baden-Württemberg, dove l’AfD aveva già quasi raddoppiato i voti, arrivando al 18,8% e conquistando il terzo posto dietro Verdi e CDU. Per la SPD, il doppio arretramento rappresenta un segnale preoccupante. Dopo il risultato negativo nel Baden-Württemberg – il peggiore di sempre, con una perdita di metà dei voti rispetto al 2021 – anche la sconfitta in Renania-Palatinato contribuisce ad aggravare la crisi del partito.

Le conseguenze

Le conseguenze investono direttamente la leadership nazionale. I co-leader Bärbel Bas e Lars Klingbeil, entrambi membri del governo federale guidato da Merz rispettivamente come ministri del Lavoro e delle Finanze, sono ora sotto pressione. Bas ha riconosciuto la necessità di un’assunzione di responsabilità da parte della dirigenza: “Nelle prossime settimane, in seno alla dirigenza, dovremo valutare con chiarezza se la strada intrapresa da Lars Klingbeil e da me sia quella giusta e se intendiamo percorrerla”, ha dichiarato, a dieci mesi dall’inizio del loro mandato. Il voto in Renania-Palatinato si inserisce in un calendario elettorale che proseguirà nei prossimi mesi con le consultazioni in Sassonia-Anhalt, Meclemburgo-Pomerania Anteriore e nella città-stato di Berlino, ulteriori test determinanti per gli equilibri politici tedeschi.

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