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Il delitto di Garlasco resta avvolto nel più profondo mistero, tutte le certezze sembrano svanire nel nulla dopo le nuove perizie. E quella depositata dalla dottoressa Cattaneo stravolge ancora una volta tutto. L’orario della morte di Chiara è da spostare più avanti nel tempo, verso la tarda mattinata di quel drammatico 13 agosto 2007. Così però, l’unico condannato in via definitiva per l’omicidio, è escluso dalla scena del crimine. I giudici sono certi che Alberto Stasi fosse al pc di casa sua a lavorare alla tesi dalle 10 del mattino. Quindi, chi ha ucciso Chiara Poggi? L’unico altro indagato è Andrea Sempio, ma sull’amico del fratello della vittima non ci sono prove schiaccianti. Così si fa sempre più strada un’ipotesi clamorosa, la riesumazione del corpo di Chiara per capirne di più. Ma si tratta di qualcosa non facile da realizzare. “È oggettivamente straziante”, afferma in tv Paolo Reale, perito forense in ambito informatico che è scettico sull’ipotesi: “Mi pare un po’ strano perché è un’operazione tecnicamente irripetibile, quindi deve essere condotta con il contraddittorio delle parti, deve essere fatta in un certo modo”.

Novità emergono anche dalla Bloodstain Pattern Analysis (BPA) che è stata eseguita nel giugno del 2025 dal RIS, e che serve a verificare la tecnica con laser 3D e fotogrammetria che analizza la forma e la distribuzione delle macchie e schizzi di sangue stabilendo le dinamiche degli omicidi, si ipotizza che ci sia un solo killer e che l’arma usata sia stato un martello. L’unico oggetto mancante post-delitto, come dichiarato dal padre di Chiara. I consulenti di Andrea Sempio però avrebbero fatto ulteriori studi sulla possibile arma del delitto e visti anche i segni da “taglio” presenti sulle palpebre di Chiara sarebbero giunti a una conclusione. Martello, ma non un semplice martello, probabilmente un martello da lavoro con due superfici diverse: una battente stretta e una tagliente o puntata. E aggiungono “sarebbe stato usato anche di striscio”.

Restano poi tanti altri misteri, come emerge dalla nuova sequenza temporale delle azioni compiute dal killer. L’ultimo colpo a Chiara, forse quello fatale, il killer lo avrebbe sferrato mentre si trovava già sulle scale interne verso la cantina. Poi si sarebbe anche soffermato a osservare la vittima, ma non avrebbe sceso le scale che portano al seminterrato. Questo escluderebbe le tracce sul muro (riconducibili a Sempio) e renderebbero questo delitto ancora più enigmatico. Resta un mistero il fatto che sulle scale non ci siano impronte del killer. Gli inquirenti si stanno convincendo sempre più che ormai bisogna veramente provarle tutte, riaprire la tomba di Chiara dopo quasi 19 anni potrebbe riscrivere totalmente la storia di questo omicidio.

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