Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Consorzi di bonifica, firmato oggi a Roma il protocollo ANBI- Fondazione Rigel: “Così rilanciamo un nuovo umanesimo del lavoro. Il capitale umano è la risorsa più importante”
Un percorso lungo oltre tre anni, fatto di confronto e mediazione, che oggi trova una sintesi operativa. Questa mattina, a Roma, è stato siglato il protocollo d’intesa tra ANBI (Associazione nazionale consorzi gestione e tutela del territorio e acque irrigue) e Fondazione Rigel, con l’obiettivo di promuovere parità di genere, inclusione e benessere nei luoghi di lavoro del sistema della bonifica.
Ad aprire la conferenza stampa è stato il direttore generale di ANBI, Massimo Gargano, che ha sottolineato la complessità del percorso che ha portato alla firma: “Un protocollo che ha richiesto una trattativa durata più di tre anni, ma finalmente ce l’abbiamo fatta. Abbiamo trovato una sintesi, che ci mette ora nelle condizioni di operare e certificare alcuni obiettivi legati alla parità di genere”. Un’intesa che nasce dall’incontro tra esperienze diverse, “da chi proviene dal mondo dell’impresa privata a chi si affaccia per la prima volta a questo ambito”. Ad Affaritaliani, Gargano ha spiegato i dettagli del protocollo, che ha la finalità di sostenere l’evoluzione culturale e organizzativa dei Consorzi di bonifica in materia di pari opportunità, inclusione, etica, benessere organizzativo e adozione del bilancio di genere, oltre che di accompagnare l’attuazione delle nuove previsioni contrattuali e promuovere modelli innovativi di gestione delle risorse umane:
Al centro del protocollo c’è il lavoro della Fondazione Rigel, rappresentata dalla presidente Antonella Ninci, che ha richiamato i valori fondativi dell’ente: “Rispetto, inclusione, genere, etica e lavoro sono la sintesi del mio percorso professionale e rappresentano la centralità della persona negli ambienti di lavoro”. Ninci ha posto l’accento su un concetto chiave: il benessere organizzativo come dimensione complessiva della sicurezza. “Parlare di integrazione, inclusione e rispetto delle differenze di genere vuol dire avere attenzione alla sicurezza di chi lavora nella sua dimensione globale. Un ambiente di lavoro stressogeno o che genera lesioni alla dignità della persona è un fattore di rischio grave quanto gli altri”.
Un passaggio importante è stato dedicato anche al ruolo dei consorzi di bonifica, realtà spesso poco conosciute dall’opinione pubblica: “Sono strutture estremamente varie, ma accomunate da una forte concretezza, dalla capacità di tradurre i principi in azioni pratiche”. Il protocollo, ha spiegato, rappresenta “l’occasione per tradurre valori in iniziative progettuali”, con un primo obiettivo chiaro: “conoscere meglio e ascoltare”.
Sul versante sindacale e contrattuale, Lucia Pignata – Responsabile Ufficio Legale Consorzio Bonifica Bacino Inferiore del Volturno – ha ricordato il lavoro svolto per inserire il tema della parità di genere nel rinnovo del contratto: “Abbiamo introdotto un articolo dedicato e da lì è nata l’idea di sottoscrivere un protocollo”. Una giornata definita “importante”, perché segna una presa di posizione chiara e definita: “Oggi si decide da che parte vogliono stare i consorzi. Parliamo di un sistema che tiene conto delle persone e del ruolo delle donne”. Un cambiamento culturale rilevante per un settore storicamente “declinato al maschile”, ma che oggi mostra una crescente attenzione a temi come l’ascolto del territorio e la conciliazione tra vita privata e lavoro.
Pignata ha inoltre sottolineato la dimensione concreta dell’accordo: “Vogliamo costruire basi solide per questo percorso, anche attraverso la certificazione di genere e la valutazione del suo impatto. Le idee da sole non possono viaggiare, rischiano di diventare slogan: servono modelli organizzativi inclusivi e attenzione reale verso chi lavora nei consorzi”.
Tra gli interventi anche quello di Maria Alessandra Gallone, Presidente Ispra – Istituto Superiore per la Protezione
e la Ricerca Ambientale – che ha posto l’accento sul valore della collaborazione tra istituzioni: “La collaborazione tra enti e istituzioni è la cosa più importante, così come il capitale umano, che è il cuore di ogni organizzazione”. Richiamando la sua esperienza in Ispra, Gallone ha evidenziato il ruolo delle persone come “presidio intelligente oltre che struttura operativa”, sottolineando l’importanza di “conoscersi, confrontarsi e scambiarsi idee” per affrontare le sfide contemporanee. Nel suo intervento è emersa anche una visione più ampia, che lega ambiente, salute e cultura: “Ispra lavora per il paradigma One Health, dove il benessere passa dalla salute e dall’ambiente. A questo aggiungiamo il valore culturale, che passa da ognuno di noi”.
Il protocollo tra ANBI e Fondazione Rigel si inserisce infatti in un contesto globale in trasformazione: “Il mondo sta cambiando, è sempre più diviso e bisogna decidere da che parte stare. Quando si parla di ambiente, bisogna superare ogni approccio ideologico e puntare su uno sviluppo sostenibile che nasce da un nuovo approccio culturale. Mettere al centro la persona significa costruire un nuovo umanesimo, dove l’anima dell’individuo sia sempre al centro dei luoghi di lavoro”.
Le difficoltà del settore
Sulla stessa linea si è inserito l’intervento di Stefania Pastore – Direttore Generale Consorzio di bonifica Nord Bacino del Tronto, Tordino e Vomano, che ha offerto uno spaccato concreto delle difficoltà del settore: “Rispetto, inclusione e parità di genere hanno come comune denominatore il lavoro, ma nel nostro consorzio le donne sono ancora pochissime. Si tratta di un contesto ancora molto maschile, in cui è difficile emergere in un mondo ancora molto maschile, aggravato da una condizione strutturale. I consorzi operano spesso in situazioni di emergenza”, ha spiegato.
Il tema della gestione delle risorse e della responsabilità verso il territorio è stato al centro anche dell’intervento di Arianna Saroli, General Manager Saroli Club Castel Gandolfo: “Lavorando su un lago ci si rende conto che l’acqua non è una risorsa illimitata. Oggi siamo spesso in stato di emergenza e questo impone responsabilità concrete. Fare impresa significa andare oltre il profitto, assumersi responsabilità verso il territorio”. Da qui l’importanza dell’alleanza tra istituzioni, imprese e terzo settore. Saroli ha poi ricordato come sempre più lo sport emerga come leva sociale: “Non è solo pratica sportiva, ma benessere e stile di vita sano. È uno strumento semplice e potente che unisce comunità, persone di tutte le età e natura”. Un modello che si lega anche a una visione più ampia di sviluppo sostenibile: “Credo nel turismo lento, che valorizza i territori senza consumarli. La Via Francigena ci insegna proprio questo”.
L’importanza della ricerca
Uno sguardo sistemico è arrivato poi da Maria Chiara Zaganelli, Direttore Generale Crea: “Oggi servono competenze scientifiche multidisciplinari, ma soprattutto la capacità di integrare competenze e generi diversi”. Un approccio che supera l’idea di parità come omologazione: “Non significa essere tutti uguali, ma concorrere con le nostre diversità. Solo così possiamo offrire sensibilità e approcci differenti ai sistemi complessi. Vorrei vivere in un Paese in cui non si celebri ‘la prima donna’, ma si consideri normale un avvicendamento basato su merito e competenze”.
Nel settore della ricerca, i dati sulla parità mostrano luci e ombre: “A livello internazionale abbiamo una ricercatrice ogni tre uomini, mentre in Italia siamo avanti e in Crea le donne superano il 50% del personale, anche se restano poche nei ruoli apicali. Se la parità diventa appiattimento e non tiene conto delle differenze di ruolo e funzione, non consente di progredire. Il punto centrale resta il rispetto della persona, a prescindere dal ruolo”.
A chiudere il quadro, la testimonianza di Serena Stefani, Presidente Consorzio di Bonifica 2 Alto Valdarno, che ha raccontato il suo percorso come imprenditrice agricola in un territorio dove “la sostenibilità economica è più difficile” e dove ha scelto di investire “per amore della terra e passione”. Un’esperienza che oggi si traduce in un modello organizzativo concreto: “Il mio è un consorzio ‘rosa’: abbiamo cinque dirigenti, di cui quattro donne, anche nei ruoli tecnici. Abbiamo sempre cercato di mettere al centro la persona, senza discriminazioni”.
Il protocollo tra ANBI e Fondazione Rigel pone al centro, come ricordato in chiusura da Massimo Gargano, “un nuovo umanesimo del lavoro, in cui la persona e la sua dignità siano sempre il punto di riferimento”.
Rinnovo Patente? Facile ed Economico
Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet