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ROMA – <span>C’è uno schema a cui lavorano <strong>Giorgia Meloni </strong>e <strong>Antonio Tajani </strong>per sciogliere uno dei numerosi nodi che affliggono la maggioranza. Prevede che<strong> Federico Freni</strong>, attuale sottosegretario all’Economia, venga scelto per la guida della Consob. E che <strong>Paolo Barelli</strong>, capogruppo azzurro alla Camera ormai in uscita per volere della famiglia Berlusconi, entri nell’esecutivo con un incarico di viceministro. Questa, almeno, è l’opzione di lavoro oggetto di una telefonata tra i due leader che, secondo fonti concordanti, è stata programmata per la tarda serata di ieri. La novità, dunque, è che Forza Italia avrebbe deciso di superare il veto di Tajani su Freni che bloccava la sua scalata alla presidenza dell’autorità che vigila sulla Borsa. </span>


Una circostanza che si verifica proprio adesso che Marina e Pier Silvio Berlusconi hanno preteso di riorganizzare il partito, imponendo alcuni avvicendamenti: il leghista, infatti, era considerato anche nella fase di stallo un candidato valido dai figli del Cavaliere. E proprio nel recente incontro con Tajani, a Cologno Monzese, la presidente di Fininvest e Mondadori avrebbe chiesto di sbloccare la nomina. Resta però da definire la casella ministeriale per Barelli. Il capogruppo punterebbe al ruolo di sottosegretario alla Salute, ma c’è già il meloniano Marcello Gemmato. L’opzione più probabile resta dunque quella di diventare viceministro del Made in Italy e imprese, al posto dell’azzurro Valentino Valentini, che traslocherebbe alla Cultura. Le dimissioni di Barelli da capogruppo sono attese a ore. Pur di chiudere la partita Meloni avrebbe dato il suo via libera, concedendo una poltrona in più a FI e garantendo una via d’uscita a un fedelissimo del ministro degli Esteri.
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