Rinnovo Patente? Facile ed Economico

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A Roma, nel confronto tra industria e istituzioni sul futuro dei trasporti, il messaggio fatto circolare dagli operatori della filiera è stato netto:

la revisione del Regolamento CO₂ proposta dalla Commissione europea viene giudicata troppo timida e, soprattutto, ancora costruita attorno a un’impostazione che di fatto privilegia una sola strada. È qui che si inserisce la posizione di Federauto: per Massimo Artusi, la fase che si apre richiederà un’azione serrata e “decisa” per correggere il testo e renderlo davvero coerente con l’idea — spesso evocata, meno spesso applicata — di neutralità tecnologica.

Il nodo delle emissioni “allo scarico” e la battaglia sui carbon credit

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p data-end=”1848″ data-start=”1241″>Il punto più contestato è il perimetro con cui si misurano le emissioni: secondo Artusi, continuare a ragionare prevalentemente sul dato “dal terminale di scarico” porta a scelte che appaiono scollegate da una transizione che, nella pratica, è fatta di mix e gradualità. Da qui la richiesta di rimuovere i limiti che incidono sul riconoscimento dei biocarburanti nel sistema dei crediti, aprendo in modo pieno al loro contributo verso i target di decarbonizzazione, sia per le auto sia — con ancora maggiore urgenza, nella lettura della filiera — per i veicoli pesanti.

L’Osservatorio chiama i “big” della filiera: dal carburante all’autotrasporto

Il convegno è stato promosso dall’Osservatorio per la Neutralità Tecnologica dei Trasporti (NGV Italy, Federauto, Confartigianato e UNEM) con il coinvolgimento di ACI e WEC, e ha messo intorno allo stesso tavolo aziende energetiche, infrastrutturali e industriali, oltre alle associazioni dell’autotrasporto. L’obiettivo dichiarato è trasformare una parola molto usata — neutralità tecnologica — in una piattaforma di proposte spendibili nella trattativa europea, partendo dalla lettura del nuovo pacchetto presentato a metà dicembre.

Salvini e la politica: sostegno e “lavoro emendativo” in Europa

Nel dibattito è entrato anche il fronte politico. La presenza del ministro Matteo Salvini e di europarlamentari di aree diverse ha dato all’appuntamento un taglio operativo: la linea è lavorare su emendamenti per rendere il testo più aderente alle dinamiche reali del mercato e alle condizioni industriali europee. In sala, l’orientamento comune è stato definire insufficiente la revisione proposta, spingendo per un riconoscimento più concreto di vettori come biometano e biocarburanti accanto a elettrico e idrogeno.

Perché la partita conta adesso: il pacchetto UE del 16 dicembre

Il timing non è casuale: il confronto arriva all’indomani della presentazione del pacchetto automotive della Commissione europea del 16 dicembre 2025, che punta a sostenere la transizione verso la mobilità pulita e la competitività del settore, introducendo elementi di maggiore flessibilità e una proposta di revisione degli standard CO₂ per auto e furgoni. È su questo perimetro che gli operatori chiedono correzioni: non un cambio di obiettivo, ma una modifica degli strumenti e del modo in cui si certifica il contributo delle diverse tecnologie.

La linea della filiera: “neutralità nei fatti”, non solo nello slogan

Il filo conduttore, al netto delle sfumature tra i vari interventi, è una richiesta di realismo: far convivere più soluzioni, evitare vincoli considerati penalizzanti per alcuni carburanti rinnovabili e rendere l’impianto regolatorio più “aperto” alle tecnologie disponibili. In sintesi, la neutralità tecnologica viene proposta come strumento per accelerare la decarbonizzazione senza scaricare tutto su un’unica traiettoria industriale, soprattutto nei segmenti più difficili da elettrificare rapidamente.

 

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