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“L’accordo con l’India ha tenuto fuori gran parte dei prodotti agricoli sensibili e questo è un bene; tuttavia…”
Carlo Fidanza, capodelegazione di Fratelli d’Italia a Bruxelles, è uno degli uomini più ascoltati da Giorgia Meloni sulla politica estera nonché grande conoscitore della politica americana. Affaritaliani lo ha intervistato per fare il punto sulla politica internazionale della premier in un momento nel quale i dossier ‘caldi’ sono moltissimi.
Allora Fidanza, partiamo dalle polemiche sulla presenza alle Olimpiadi di questi famigerati agenti americani dell’ICE… “Una polemica surreale, totalmente infondata. Arriveranno alcuni agenti dei servizi di intelligence, come hanno sempre fatto, che seguiranno da una centrale operativa la delegazione americana contribuendo così alla sicurezza generale, che ovviamente rimane in capo alle nostre forze di polizia. Soltanto una sinistra disperata può aggrapparsi a queste polemiche ridicole e mi dispiace che il sindaco della mia città – Beppe Sala – si sia prestato a questo penoso teatrino”.
Però ammetterà che quello che sta accadendo in America non è normale. “Ha ragione: non è normale raccontare ICE come una milizia privata agli ordini di Trump quando opera da 20 anni e ha raggiunto il record di espulsioni sotto l’amministrazione Obama; non è normale che in Minnesota da settimane migliaia di militanti di estrema sinistra – in gran parte bianchi – tentino di impedire con aggressioni e blocchi stradali agli agenti federali di fare il loro lavoro, ovvero arrestare criminali stranieri e avviarli alle patrie galere o ai centri per l’espulsione; non è normale che nessuno parli di un enorme scandalo che ha coinvolto il governatore democratico Walz e la comunità somala, foraggiata con miliardi di dollari per attività commerciali fantasma, il tutto nel silenzio dei media mainstream che hanno spostato l’attenzione sull’ICE.
É in questo contesto fortemente polarizzato che sono morti Renée Good e Alex Pretti, non due pacifici manifestanti ma due militanti radicali che si sono frapposti agli agenti. Due morti assurde e inaccettabili per i nostri standard italiani, molto più “normali” per quelli americani dove purtroppo, con presidenti sia democratici che repubblicani, decine di persone sono morte per interventi simili della polizia”.
Insomma, Fidanza si conferma un “trumpiano” di ferro… “Ma no guardi, non è questo il punto. Semplicemente si tratta di difendere non Trump ma la verità e di rifiutare la menzogna sistematica e le mistificazioni della sinistra”. Eppure con Trump sembra che il rapporto si stia logorando… “Trump pone quasi sempre problemi giusti, poi non sempre le soluzioni sono altrettanto giuste ma è sbagliato fare finta di nulla. Pensiamo alla questione dell’Artico e della Groenlandia: è giusto richiamarci a fare di più per la sicurezza di quell’area che abbiamo lasciato in balìa di russi e cinesi, non è giusto farlo fuori dal contesto NATO e contro un Paese alleato come la Danimarca. Oppure pensiamo alla stessa NATO: è giusto premere perché gli alleati europei investano di più nel bilancio dell’Alleanza, come ci siamo impegnati a fare, ma ho trovato oltraggiose le considerazioni del presidente americano sull’impegno degli europei in Afghanistan. Noi laggiù abbiamo pianto 53 figli d’Italia, io ho avuto l’onore di visitare le nostre truppe a Herat, parlare con la popolazione locale e con i vertici NATO e potremo essere per sempre orgogliosi del lavoro straordinario che i nostri uomini hanno fatto e del sacrificio di chi è caduto per l’Italia e per la libertà”.
Eppure Meloni e Merz tengono l’Europa su una linea di cautela verso un alleato sempre più ingestibile. “Mi lasci dire intanto che la collaborazione tra Meloni e Merz, così come quella parlamentare tra Conservatori e Popolari, è l’unica speranza per l’Europa di uscire dalle secche in cui si ritrova e di recuperare competitività industriale verso USA e Cina. Di questa strategia fa parte anche un rapporto pragmatico con Trump: inutile fare le vergini offese alla Macron se si è deboli e poco competitivi in quasi tutti i campi, non è questo il linguaggio che Trump comprende. Bisogna tenere la schiena dritta ma portare gli americani ai tavoli che abbiamo per lavorare insieme. Anche perché…”.
Perché? “Potremmo decidere di litigare con Trump nel nome della Groenlandia ma, se poi ci mollasse sull’Ucraina, il percorso di pace che tutti auspichiamo sarebbe compromesso. È una valutazione quasi banale eppure sembra che alcuni leader europei poco illuminati non ne tengano conto”.
Intanto l’Ue cerca di aprire nuovi mercati, dopo il contestato Mercosur arriva l’accordo con l’India… “Mercosur è stato pensato in modo sbilanciato e soltanto l’impegno di Meloni e Lollobrigida ha riportato un po’ di equilibrio, consentendo di guardare con fiducia alla capacità dei nostri produttori di conquistare nuove quote in quel mercato. Ora bisogna lavorare su controlli e reciprocità, rafforzando la nostra capacità di difendere i nostri standard di produzione. L’accordo con l’India invece ha tenuto fuori gran parte dei prodotti agricoli sensibili e questo è un bene; tuttavia, in un quadro di opportunità per la nostra industria vogliamo vederci chiaro su alcuni settori come tessile, calzature e giocattoli che sono eccellenze che dobbiamo difendere da importazioni senza controllo”.
Infine, non posso esimermi dal chiederle un commento sui movimenti del suo noto collega Roberto Vannacci con tanto di fiammella tricolore nel simbolo. Temete concorrenza a destra? “Guardi, ad oggi Vannacci è il vicesegretario della Lega e noi rispettiamo il loro dibattito interno. Mi limito però a constatare due fatti: primo, da quando ci sono Giorgia Meloni e Fratelli d’Italia la presenza elettorale di movimenti alla nostra destra è evaporata; secondo, in un sistema ancora bipolare come il nostro, di norma chi esce dalle coalizioni va a sbattere. Gli elettori di Centrodestra possono manifestare sensibilità differenti votando per l’uno o per l’altro partito della coalizione o tributando tante preferenze a uno o all’altro candidato, ma non vogliono frammentazione né favori alla sinistra. Di solito chi li promuove viene punito”.
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