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Escalation tra Israele e Hezbollah: tre vittime nei raid, no al cessate il fuoco

Le testate giornalistiche libanesi riferiscono di tre persone decedute a causa di un’incursione aerea israeliana nella zona meridionale del Paese. Stando a quanto riportato dall’agenzia Nna, un palazzo abitato a Mayfadoun, nel distretto di Nabatieh, è stato centrato e raso al suolo, provocando tre morti. Altre fonti segnalano ulteriori bombardamenti delle forze di Tel Aviv contro i centri di Haris e Toul, oltre a due attacchi localizzati ad Al-Kafour.

Drone di Hezbollah e pressioni diplomatiche

Parallelamente, nel Nord di Israele sono entrate in funzione le sirene d’allerta per il possibile arrivo di droni inviati da Hezbollah. I segnali di pericolo hanno interessato Kiryat Shmona e i comuni limitrofi. Attraverso alcune note ufficiali, il movimento sciita ha dichiarato che la ‘Resistenza Islamica’ ha colpito installazioni militari israeliane ad Admet tramite velivoli senza pilota, oltre a lanciare razzi verso diverse località tra cui Safed e Metula. Un drone avrebbe inoltre centrato un edificio occupato da reparti dell’esercito a Shomera. Sul fronte diplomatico, secondo indiscrezioni di Axios, i governi di Beirut e Washington avrebbero sollecitato Israele a una pausa nelle operazioni belliche contro Hezbollah, in previsione di imminenti dialoghi diretti tra Iran e Stati Uniti organizzati in Pakistan.

La posizione di Israele: nessun dialogo con Hezbollah

Non si è fatta attendere la risposta di Yechiel Leiter, ambasciatore israeliano negli USA, il quale ha descritto il gruppo sciita come la barriera principale per la stabilità tra le due nazioni, escludendo ogni ipotesi di tregua con l’organizzazione. In vista dell’incontro del 14 aprile mediato dagli americani, Leiter ha ribadito la linea dura: “Israele si è rifiutato di discutere di un cessate il fuoco con l’organizzazione terroristica Hezbollah, che continua ad attaccare Israele ed è il principale ostacolo alla pace tra i due Paesi”.

Il diplomatico ha inoltre chiarito che non affronterà il tema della cessazione delle ostilità con l’ambasciatrice libanese Nada Hammadeh-Muawwad, nonostante la presidenza del Libano avesse precedentemente ipotizzato un confronto sui negoziati presso il Dipartimento di Stato.

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