Rinnovo Patente all'Isola d'Elba? Facile ed Economico

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                I Consorzi di bonifica, istituiti in Toscana con legge regionale 75/2012, sono stati già bocciati dai cittadini: è infatti bassissimo il loro gradimento popolare. Come abbiamo potuto vedere con le ultime elezioni consortili, la partecipazione al voto è stata bassissima a dimostrazione di una scarsa vicinanza al territorio di questi enti Consortili”: così Adalberto Bertucci Coordinamento Forza Italia Isola d’Elba.

“Inoltre, anche dove i cittadini hanno cercato di incidere sulle scelte eleggendo i propri rappresentanti, essi sono stati di fatto bypassati per logiche dettate da strategie politiche. I Consorzi, è bene precisarlo, nacquero per bonificare alcune zone paludose e i fossi dell’Isola – aggiunge – Il compito che è stato conferito ai Consorzi di bonifica dalla Regione necessiterebbe infatti della presenza di alcune figure professionali come naturalisti, biologi, ecologi, geomorfologi, paesaggisti, zoologi e botanici, ma questi vengono coinvolti solo laddove sussistano vincoli ambientali o dopo un’emergenza e i conseguenti danni. È un approccio metodologico, a detta degli esperti, totalmente sbagliato.
In altre zone della Toscana, si inseguono sostanzialmente le grandi emergenze, si pianifica la riqualificazione idrologica e ambientale dei bacini idrografici, in modo da limitare al minimo gli interventi puntuali quotidiani in manutenzione ordinaria”.

“Purtroppo non si fanno cose fondamentali come limitare i problemi a monte, riqualificare i boschi, evitare l’erosione dei suoli con un’agricoltura attenta al problema, controllare il dissesto idrogeologico diffuso con micro interventi leggeri – prosegue – All’Elba, poi, in un intervento di pulizia dei fossi non si attua lo smaltimento del materiale dopo i tagli, ma viene lasciato negli alvei stessi impedendo di fatto lo scorrimento naturale delle acque, favorendo, anzi, il formarsi di ostruzioni che impediscono lo sfogo dell’acqua e l’accumularsi di materiale di sfalcio e microplastiche che sono ormai una realtà, è necessario procedere con la pulizia e la rimozione dei tagli effettuati così da evitare possibili allagamenti dovute agli accumuli a valle oltreché, come si è potuto vedere nell’ultimo evento, l’inquinamento a mare”.

Con l’approccio attuale si va poco lontano e i problemi, anziché diminuire, non possono che aumentare – sottlinea Bertucci – La strada pare ormai obbligata: o ripensare il funzionamento dei Consorzi, dotandoli di specifiche professionalità o superarli abrogando la legge 75/2012. Su questo i tempi sono maturi anche per un referendum di iniziativa popolare, al quale sono certo la popolazione parteciperebbe in massa, questa volta sì, dopo l’ultima precipitazione straordinaria e fuori controllo”, conclude.

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