Rinnovo Patente? Facile ed Economico

image

Nella nuova puntata di Fratelli di Crozza, Maurizio Crozza torna a vestire i panni del ministro della Difesa Guido Crosetto, costruendo uno sketch che mescola ironia, geopolitica e una buona dose di disillusione sul ruolo dell’Italia nello scenario internazionale.

L’ingresso è già tutto un programma:
“Siamo alla follia… questa guerra è una follia… dove andremo a finire, signora mia?”

Crozza parte con un tono apparentemente serio, ma lo destruttura subito, infilando frasi fatte e cliché da talk show. Il ministro caricaturale sembra voler dire tutto e niente, oscillando tra riflessioni esistenziali e banalità da conversazione da bar.

A un certo punto introduce persino una “barzelletta filosofica”: tre pianeti che prendono il tè, uno dei quali confessa di aver “preso l’umanità” come malattia. La risposta degli altri?
“Tranquillo… passa.”

Una battuta che sintetizza il cuore dello sketch: l’umanità come problema globale, ma trattata con leggerezza e distacco.

Poi Crozza cambia registro e passa alla politica estera italiana. Ed è qui che arriva una delle immagini più efficaci:
“Noi non siamo una nazione… siamo un semaforo”.

Un’Italia che non decide davvero, ma reagisce: a volte verde, a volte rosso, spesso gialla. Una metafora che diventa il filo conduttore del monologo, rafforzata da un gioco di parole surreale con Renato Zero (“il triangolo… il semaforo…”), che sottolinea la confusione e l’assenza di direzione.

Il Crosetto di Crozza insiste su un punto: l’Italia, in fondo, non ha mai avuto una vera autonomia strategica.
“Da 75 anni facciamo così… destra, sinistra, centro… sempre uguale”.

E per rendere più concreta la critica, snocciola numeri: centinaia di voli americani atterrati in basi italiane, cargo pieni di armi, operazioni di cui — nella narrazione satirica — non si conosce nemmeno il contenuto.

Ma il momento più forte arriva con il riferimento a un film di Oliver Stone. Crozza immagina una scena in cui già nel 2008 si delineava il futuro: il controllo dell’energia globale, il ruolo strategico dell’Iran, lo stretto di Hormuz come snodo decisivo del potere mondiale.

“Se controlli l’Iran, controlli il mondo”.

Una frase che nello sketch viene ripetuta quasi con stupore, come a dire: tutto era già scritto, e noi arriviamo sempre dopo.

E l’Italia? Ancora una volta ai margini.
“Io Hormuz l’ho sentito adesso… e questi lo sapevano già nel 2008”.

Il monologo si chiude con un’ironia amara sul rapporto con gli Stati Uniti. Alla domanda su cosa possa fare davvero l’Italia per opporsi, la risposta è volutamente ridicola:
“Boicottare i Mondiali”.

Salvo poi ammettere:
“Infatti non ci andiamo… ci hanno mandato via”.

Una battuta finale che racchiude tutto il senso dello sketch: un Paese che vorrebbe contare, ma che spesso finisce per subire, oscillando tra dichiarazioni di principio e realtà dei fatti.

Crozza, ancora una volta, usa la comicità per dire qualcosa di molto serio: il problema non è solo la guerra o la geopolitica, ma il ruolo — incerto e spesso passivo — che l’Italia sembra aver accettato nel mondo.

Rinnovo Patente? Facile ed Economico

Questo articolo è stato pubblicato in origine su questo sito internet