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<em>Da Pro Loco Marciana Elba</em>
Sabato scorso a Colle d’Orano si è tenuto il “Convivio degli Infarinati”, evento dedicato alla farina di castagne, con ospite d’onore l’Accademia degli Infarinati, associazione nata dall’impegno dei Castanicoltori della Lucchesia e della Montagna Pistoiese, e dell’Istituto per la Documentazione sul Castagno e la Ricerca Forestale, con lo scopo di valorizzare la dolce farina di castagne, di diffonderne le conoscenze e di farne apprezzare la qualità ai consumatori.
L’idea di questo interessante incontro è nata durante l’ultima Settimana delle Castagne per proseguire un percorso di recupero delle tradizioni del nostro territorio e di scambio interculturale con altre realtà. L’iniziativa è stata organizzata dall’associazione Pedalta in collaborazione con la Pro Loco Marciana e l’associazione Amici di Patresi e Colle d’Orano, che ha gentilmente accolto presso la sua sede l’incontro conviviale.
L’Accademia degli Infarinati.
Un lungo pomeriggio in compagnia dei rappresentanti dell’Accademia degli Infarinati, Stefano Fazzi (Presidente Castanicoltori della Lucchesia), Agostino Sichi (Mugnaio al Molino di Vasco al Pian degli Ontani) e Ugo Bugelli (Referente Rete SlowFood Castanicoltori Toscani), che hanno condiviso con il pubblico le loro conoscenze sulla dolce farina di castagne. Questo prodotto, un tempo base alimentare delle montagne toscane, ancora oggi viene prodotto con il metodo tradizionale, che prevede l’essiccazione lenta (40 giorni) al calore dei “ciocchi” di castagno, un metodo antico tramandato di generazione in generazione.
Gli Infarinati hanno illustrato sapientemente al pubblico cosa significa produrre una farina con il metodo tradizionale e hanno proposto sia un assaggio di necci con ricotta, sia un laboratorio di assaggio delle farine, mostrando la tecnica di analisi sensoriale. Inoltre, si è parlato di come ottenere un marchio di qualità del prodotto. Presente all’incontro anche la presidente dell’Accademia Italiana della Cucina delegazione Elba, Rossana Galletti, che ha portato una interessante testimonianza di tradizione locale sul pane di Sant’Antonio.
Il pane dell’isola.
Anche sulla nostra isola la farina di castagne un tempo era il “pane” che dava nutrimento alle popolazioni. Dopo anni di abbandono dei castagneti, oggi la castanicoltura elbana sembra essere giunta a un nuovo punto di partenza, a una potenziale rinascita. Su questo argomento si sono espressi i rappresentanti delle istituzioni e gli altri soggetti presenti all’evento, che, direttamente o indirettamente, sono coinvolti in questo importante percorso di rigenerazione ambientale e culturale del territorio.
Il dialogo aperto con le istituzioni.
Il Sindaco di Marciana e Presidente della Comunità del Parco Simone Barbi, ha descritto l’attuale situazione dei castagneti, le iniziative già intraprese e le ulteriori possibilità di sviluppo e ha presentato al pubblico in sala il Commissario del Parco Matteo Arcenni che è stato coinvolto in un momento di dialogo aperto su quali interventi concreti continuare a realizzare per la valorizzazione della castanicoltura all’isola d’Elba. Dal progetto di recupero dei castagneti, realizzato dal Parco Nazionale – e recentemente concluso dalla Cooperativa Agricola Forestale Nanni Elba – è emersa la necessità di proseguire il lavoro con attività fondamentali, come ad esempio l’istituzione di un campo catalogo per monitorare la diversità genetica delle varietà di castagno e un programma per la manutenzione.
Il presidente dell’associazione Pedalta Ivano Ferrini, una delle associazioni da sempre attive sul tema di cura e valorizzazione dei castagneti, ha sottolineato l’importanza del fare rete e la necessità di lavorare in coprogettazione (università, enti pubblici, associazioni e imprese), per non frammentare la capacità progettuale e non perdere interessanti opportunità.
Ne è emerso un quadro impegnativo, ma allo stesso tempo molto stimolante, che vede il castagneto come ecosistema fondamentale per la biodiversità, come sistema naturale di protezione idrogeologica, come possibile fonte di economia circolare e preziosa meta per il turismo sostenibile. “Del castagno si usa tutto”, ed è vero: ogni sua parte ha un’utilità – le castagne e la farina di castagne, la legna per l’edilizia e per il riscaldamento, le foglie per vari usi cosmetici, i fiori addirittura per ricavare un estratto naturale che sostituisce i solfiti nella vinificazione.
L’elogio del gusto.
La serata si è conclusa con una straordinaria degustazione di ricette a base di castagne e farina di castagne preparata a regola d’arte dai maestri cucinieri dell’associazione Amici di Patresi e Colle d’Orano. Un incontro conviviale che ha allietato questa giornata invernale unendo la condivisione di conoscenze al piacere di un’esperienza gastronomica unica. Soddisfazione della Pro Loco Marciana Elba per un evento che segna l’inizio di un itinerario alla scoperta dei sapori tipici e della tradizione locale.
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