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Castel Savoia al suo splendore per l’anniversario della Regina Margherita
Castel Savoia al suo splendore per l’anniversario della Regina Margherita

Nel 2026 ricorre il centenario della morte di Margherita di Savoia, prima Regina d’Italia, figura che seppe intrecciare il proprio destino personale con quello di un territorio alpino destinato, grazie anche alla sua presenza, a diventare una delle aree turistiche più affascinanti dell’arco montano italiano.

La Valle di Gressoney e il comprensorio del Monterosa non furono per la sovrana semplici luoghi di villeggiatura, bensì spazi eletti, scelti e abitati con continuità per oltre trent’anni, dal 1889 fino al termine della sua vita. È per questo che l’anniversario non rappresenta soltanto una rievocazione storica, ma un’occasione concreta per rileggere l’identità del territorio attraverso lo sguardo di una donna colta, moderna, profondamente innamorata della montagna e delle sue comunità.

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Il progetto “Viva Margherita 1926-2026” – finanziato da Fondazione Compagnia di San Paolo – nasce proprio con l’intento di valorizzare questo legame, rilanciando l’immagine della Valle di Gressoney e del Monte Rosa come luoghi di cultura, sostenibilità e partecipazione attiva. Durante l’anno celebrativo, il calendario propone un fitto programma di iniziative: mostre fotografiche, percorsi espositivi diffusi, passeggiate tematiche, incontri culturali, attività formative e momenti di approfondimento dedicati al rapporto fra donne e montagna.

Al centro vi è l’idea di riproporre, in chiave contemporanea, i valori incarnati dalla regina: un approccio rispettoso all’ambiente alpino, l’attenzione alla vita comunitaria, la promozione del patrimonio culturale e artigianale locale, uno sguardo femminile pionieristico capace di ispirare ancora oggi. Tra le esperienze da non perdere figurano gli itinerari che collegano i luoghi simbolo frequentati da Margherita: dai sentieri escursionistici alle residenze storiche, offrendo al visitatore la possibilità di seguire, passo dopo passo, le sue tracce.

Cuore ideale di questo racconto è Castel Savoia, residenza prediletta e autentico manifesto del rapporto fra la regina e Gressoney-Saint-Jean. Edificato tra il 1899 e il 1904 su progetto dell’architetto Emilio Stramucci, il castello sorge in posizione scenografica, ai margini del bosco, con una vista aperta sulle vette del Monte Rosa.

L’edificio, concepito come dimora estiva privata, si distingue per uno stile eclettico che fonde suggestioni neogotiche e raffinati elementi liberty, riflettendo il gusto sofisticato della sovrana e il clima culturale di fine Ottocento. Le torri slanciate, i tetti aguzzi, le finestre bifore e le decorazioni lignee dialogano armoniosamente con il paesaggio alpino, creando un insieme di forte impatto visivo, al tempo stesso elegante e legato al contesto naturale.


In foto lo stile liberty voluto dalla Regina Margherita

Gli interni, conservati in maniera impeccabile nonostante lo scorrere del tempo, restituiscono l’atmosfera originaria della residenza. Boiserie finemente lavorate, arredi su misura, camini monumentali, tessuti preziosi e curiose soluzioni tecnologiche all’avanguardia per l’epoca – come l’impianto elettrico, i termosifoni in ghisa o i sistemi di chiamata per i domestici – testimoniano una concezione moderna dell’abitare in montagna.

Ogni ambiente racconta un frammento della quotidianità di Margherita: i saloni di rappresentanza, la sala da pranzo di gusto medievaleggiante, gli spazi più intimi destinati alla lettura e allo studio, le camere da letto dotate di ambienti per l’igiene personale, rari esempi di comfort domestico in un contesto alpino di fine secolo. Il castello, abitato quasi esclusivamente dalla regina e dal suo stretto seguito, divenne il fulcro di una vita fatta di escursioni, incontri culturali, momenti di raccoglimento e partecipazione alla vita della valle.


In foto i magnifici interni di Castel Savoia

Durante il centenario, Castel Savoia ospita una delle iniziative più significative del progetto: la mostra “Sempre avanti. Da Margherita alle nuove regine del Rosa”, allestita presso l’Autorimessa del castello. L’esposizione, visitabile nei fine settimana e su prenotazione fino alla fine di marzo, propone un dialogo tra passato e presente attraverso i ritratti di dieci donne contemporanee che incarnano, oggi, lo spirito di emancipazione, impegno e relazione profonda con la montagna.

Le fotografie, realizzate da Daniele Camisasca nei luoghi frequentati dalla regina, sono affiancate da un video di interviste che arricchisce il percorso narrativo. A fare da contrappunto, la mostra diffusa “J’adore Gressoney. Margherita di Savoia nella valle del Lys” accompagna il visitatore nel centro storico del borgo e sugli impianti, trasformando il paese in un racconto a cielo aperto.


In foto Nadia Guindani per la mostra “Sempre Avanti. Da Margherita alle nuove regine del Rosa” 

Gressoney-Saint-Jean emerge così come autentico luogo del cuore della Regina Margherita. Il borgo, adagiato lungo il torrente Lys, conserva un impianto armonioso, fatto di ville storiche, edifici walser, prati curati e scorci montani di grande suggestione.

Passeggiando tra le sue vie si incontrano luoghi emblematici: Villa Margherita, antica dimora del barone Luigi Beck-Peccoz e primo alloggio della sovrana; la chiesa parrocchiale di San Giovanni Battista, dove Margherita partecipava alla messa domenicale; il Lago Gover poco lontano, specchio d’acqua che riflette le montagne circostanti. Il paese restituisce ancora oggi quell’atmosfera di libertà e stupore che conquistò la regina, rendendola una delle prime promotrici turistiche della valle.


Gressoney visto dal Monte Rosa

Poco più in alto, a Staffal, si trova invece Villa della Regina, oggi albergo e già palazzina di caccia dei Beck-Peccoz, nonché “campo base” privilegiato per le esplorazioni della sovrana nella Valle del Lys e sul Monte Rosa. Qui Margherita soggiornò più volte, circondata da arredi originali di fine Ottocento ancora oggi presenti, fotografie d’epoca e ambienti che conservano intatta la memoria della sua presenza.

La sala da tè con tappezzeria indiana, scelta personalmente dalla sovrana, e la stanza che porta tuttora il suo nome raccontano un legame profondo con il suo mondo, fatto di silenzio, contemplazione e amore autentico per l’alta quota.

Il centenario della morte di Margherita di Savoia diventa così un invito a riscoprire il Monterosa attraverso una narrazione colta e coinvolgente, capace di unire storia, paesaggio e identità. Seguendo le sue orme, il territorio si rivela non soltanto come meta turistica, ma come spazio vivo di memoria, ispirazione e bellezza senza tempo.

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