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 Il ministro: prezzi Italia alla pompa inferiori a principali Paesi Ue

“Il protrarsi della crisi in Medio Oriente rischia di determinare difficoltà nell’approvvigionamento di materie prime critiche, fondamentali per diversi settori produttivi: dall’elio – essenziale per la produzione di chip e per la microelettronica, e in larga parte proveniente dal Qatar – alle risorse necessarie per la filiera del cemento, fino ai fertilizzanti indispensabili per l’agricoltura”. Per questo, “ho chiesto al Garante dei Prezzi di convocare la prossima riunione della Commissione Allerta Rapida non solo sull’andamento dei prezzi dei carburanti e dell’inflazione, ma anche sulle possibili ripercussioni che le tensioni nello Stretto di Hormuz potrebbero avere sulla disponibilità di queste commodities”.

Lo ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy, sen. Adolfo Urso, nel corso della riunione odierna della Commissione Allerta Rapida che si è tenuta al Mimit, convocata per analizzare i possibili effetti dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici e sui prodotti di consumo.

Sul fronte dei carburanti, Urso nel corso dell’incontro ha evidenziato che l’aumento dei prezzi alla pompa in Italia resta al momento nettamente inferiore rispetto a quanto avviene negli altri principali Paesi europei, molti dei quali guardano con crescente interesse al modello di monitoraggio dell’Italia rafforzato dall’attuale governo ad inizio legislatura insieme all’ampliamento dei poteri del Garante dei Prezzi e all’istituzione della Commissione.

Secondo i dati pubblicati nel Weekly Oil Bulletin della Commissione europea, la scorsa settimana, gli aumenti registrati in Italia sono stati inferiori rispetto a quelli degli altri Paesi: per la benzina, un aumento del 4,5% in Italia, contro il 10% in Germania, il 7,7% in Spagna e il 4,8% in Francia. Per il gasolio, un aumento dell’8,6% in Italia, rispetto al 20% in Germania, al 14,8% in Francia e al 14,2% in Spagna.

Inoltre il ministro ha aggiunto che per il momento nessuna delle principali economie europee – come Germania, Francia e Spagna – ha introdotto un taglio delle accise. Molti paesi stanno invece predisponendo misure di controllo sulla filiera distributiva, simili a quelle già introdotte dal nostro Governo.

Nel dettaglio, nel corso del confronto con i rappresentanti dei Ministeri e delle aurorità competenti, dei sindacati e delle associazioni di categoria, è emerso che le quotazioni internazionali dei prodotti raffinati si sono attestate, alla chiusura di ieri rispetto a venerdì 27 febbraio, su livelli superiori di 19,3 centesimi al litro per la benzina e di 33,7 centesimi al litro per il gasolio.
Per quanto riguarda i prezzi alla pompa, i valori odierni medi nazionali in modalità self per benzina (1,82 €/l) e gasolio (2,05 €/l) risultano più elevati, rispetto a venerdì 27 febbraio 2026, rispettivamente di 15,3 centesimi e 32,2 centesimi al litro.

La riunione odierna sarà utile a fornire ulteriori elementi di approfondimento e valutazione per le azioni che il Governo potrà intraprendere nei prossimi giorni, quando sarà più chiaro l’impatto e la durata del conflitto. Interventi che saranno orientati, come già avvenuto dall’inizio della legislatura, a sostenere i ceti meno abbienti e a contrastare in modo efficace l’eventuale impatto inflattivo derivante dall’aumento dei costi dell’autotrasporto dei beni.

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