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Delegazione MIMIT- MASE apre interlocuzione con la Regione Sardegna per l’avvio dei primi progetti di estrazione, trasformazione e recupero. Focus su Monteponi, Portovesme e Silius
Roma, 2 ottobre – Una delegazione composta da figure tecniche e dirigenziali di MIMIT e del MASE ha visitato i siti d’interesse di Monteponi (CI), ex-sito minerario con depositi recuperabili, l’impianto strategico di trasformazione e riciclo di Portovesme (CI) e Silius (CA), un ex-sito minerario in via di riattivazione.
Nel corso della visita istituzionale nell’Iglesiente e a Silius, svolta con il supporto tecnico di ISPRA nell’ambito dell’attuazione del Programma Nazionale di Esplorazione, la Regione Sardegna, in particolare l’Assessorato dell’Industria, ha accolto la delegazione per riattivare le interlocuzioni con le istituzioni centrali e dare nuovo impulso al settore minerario, con il relativo indotto. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto per approfondire le potenzialità della Regione e individuare percorsi condivisi di valorizzazione del settore sul territorio.
L’obiettivo comune è infatti rivitalizzare dal punto di vista economico-occupazionale l’area a vocazione storicamente mineraria dell’Iglesiente, valorizzando i residui estrattivi in risorse ad alto valore aggiunto con relativa riqualificazione ambientale e minimizzazione degli impatti.
Grazie al progetto URBES (“Urban Mining and Extractive waste information System”), finanziato con fondi PNRR, si valorizzeranno i residui minerari, che in Sardegna si stimano essere circa 70.000.000 m³, con recupero di ferro, piombo, zinco e terre rare, risolvendo simultaneamente anche le problematiche sociosanitarie connesse alla mobilitazione degli inquinanti nelle varie matri ambientali.
I progetti presentati dalla Regione sono caratterizzati da diversi stadi di avanzamento nell’iter di riattivazione.
Monteponi è un sito di rilevanza storica e paesaggistica della Regione per i residui minerari dell’attività estrattiva dell’area. Portovesme, polo industriale e metallurgico per il trattamento dei metalli non ferrosi ancora in attività: saranno implementati in questa realtà progetti all’avanguardia sul riciclo delle batterie al Litio, recupero del bismuto ad elevata purezza e valorizzazione dei residui minerari storici. La miniera di Silius, che da sola è capace di coprire il 4% del fabbisogno Ue di fluorite, è di prossima riapertura: sono in corso infatti le attività di adeguamento degli impianti di una delle miniere storiche della Sardegna.
Le Società operanti nel settore dell’estrazione, riciclo e trasformazione auspicano, in via prioritaria, il miglioramento delle infrastrutture regionali a servizio della logistica ed una sensibile riduzione dei costi energetici al fine di incrementare la propria competitività nel mercato globale, tutt’ora dominato da competitor extra-UE. Le Istituzioni condividono le criticità riportate e promuovono una fattiva collaborazione tra tutti i soggetti interessati al fine di tutelare e ravvivare il patrimonio storico-industriale della Sardegna, con particolare riguardo alla circolarità delle materie e alla sostenibilità economica, ambientale e sociale dei progetti.
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