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Borsa, ecco i titoli su cui puntano gli analisti
I rendimenti dei titoli di Stato sono ai massimi da anni e rendono le azioni meno attraenti. Eppure diverse società italiane oggi costano molto meno della loro media degli ultimi cinque anni. Due case d’investimento milanesi, Equita e Banca Akros, hanno passato al setaccio Piazza Affari.
Quel che hanno scoperto è che diverse azioni oggi costano meno rispetto al loro passato. Il metodo usato per la misurazione è il rapporto tra prezzo e utili, il cosiddetto P/E, che indica quante volte gli utili attesi il mercato è disposto a pagare per un titolo. Quando questo valore è molto più basso della media storica, l’azione si può considerare a sconto.
L’esempio più evidente è Fincantieri. Negli ultimi cinque anni gli investitori hanno pagato il gruppo navale in media 66 volte gli utili. Oggi, sulle stime per il 2027, lo pagano meno di 16 volte, con uno sconto del 76%. È anche uno dei due titoli, insieme a FinecoBank, che compaiono in entrambe le selezioni.
La ricerca di occasioni arriva in un momento delicato per le borse. Quando i titoli di Stato rendono di più, le azioni devono offrire prospettive migliori per restare interessanti, e i loro prezzi tendono a scendere. È quello che sta succedendo. Il decennale americano rende il 5,34%, il livello più alto dal 2002.
Il BTP a dieci anni ha superato il 4,7% e lo spread con il Bund è intorno ai 115 punti. In Europa pesa anche l’inflazione, salita a settembre al 3,8% dal 3,2% di agosto, quasi il doppio dell’obiettivo del 2% fissato dalla Bce. La Borsa di Milano ha comunque tenuto: venerdì 2 ottobre il FTSE Mib ha chiuso in rialzo dello 0,66%.
Secondo Luigi De Bellis, amministratore delegato di Equita, il rialzo dei tassi va letto nel modo giusto. A spingerlo è soprattutto un’economia più solida del previsto, non un’inflazione fuori controllo, e per la borsa la differenza è grande. “Se i rendimenti salgono perché l’economia e gli utili tengono, l’impatto sulle borse può essere diverso rispetto a uno scenario di stagflazione o di forte deterioramento della crescita”, osserva De Bellis. Per questo la sim continua a preferire i titoli ciclici e finanziari e le società che beneficiano dei grandi investimenti in tecnologia, elettrificazione, reti e difesa. Nell’intelligenza artificiale sceglie i fornitori della filiera più che le aziende di solo software.
Dei dieci titoli indicati da Equita, dopo Fincantieri lo sconto più ampio riguarda Moltiply, l’ex Gruppo MutuiOnline. Oggi vale poco meno di 11 volte gli utili attesi per il 2027, contro una media di 37 negli ultimi cinque anni, cioè il 71% in meno. Segue Amplifon, specialista degli apparecchi acustici, a 13 volte contro 35 (−62%). Brunello Cucinelli resta caro in valore assoluto, a quasi 31 volte gli utili, ma costa circa la metà della sua media storica di 60. Campari, a poco più di 17 volte contro quasi 29, è scontata del 39%.
Ampio anche lo spazio per la tecnologia. Sesa, attiva nei servizi informatici, tratta a poco più di 11 volte gli utili contro quasi 22 (−47%). Reply passa da una media di 24 volte agli attuali 15 circa (−38%). Tra i produttori di semiconduttori, Technoprobe quota quasi 44 volte gli utili contro 62 (−29%) e STMicroelectronics 20 volte contro quasi 26 (−22%). Chiude la lista FinecoBank, con lo sconto più contenuto: 16,5 volte contro 19, il 13% in meno.
Anche Banca Akros punta su Fincantieri. Gli analisti guidati da Gianmarco Bonacina ricordano il portafoglio ordini record e il peso crescente della difesa navale e della tecnologia subacquea. Sono due fattori che rendono più prevedibili i ricavi dei prossimi anni.
Oltre al gruppo navale e a FinecoBank, Akros indica altri tre nomi. Il primo è Moncler, che tratta a 17 volte gli utili 2027 contro una media di 29 (−42%). A sostenerla sono la forza del marchio, che le permette di alzare i prezzi, la vendita diretta nei propri negozi e la crescita all’estero.
Il secondo è Tip, Tamburi Investment Partners, a 16 volte gli utili contro 43 (−63%). La holding ha un portafoglio di partecipazioni di qualità e ben diversificato, e in borsa vale meno della somma dei suoi investimenti. Il terzo è Mfe, l’ex Mediaset, le cui azioni di categoria A hanno perso circa il 30% da inizio anno. Akros la considera il primo gruppo televisivo commerciale paneuropeo, con attività integrate in Italia, Spagna e Germania. Secondo gli analisti, il gruppo può far crescere gli utili e il mercato potrebbe tornare a valutarlo di più.
Il messaggio è simile. Il rischio legato ai tassi non va sottovalutato, ma in molti casi i prezzi lo hanno già assorbito in buona parte. Per scegliere un titolo conta soprattutto il confronto tra quanto costa oggi e quanti utili potrà produrre negli anni a venire.
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