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Hamam al-Hammami è il nome del copilota, cittadino dell’Oman, sospettato per quanto accaduto mercoledì a bordo del volo Flydubai partito dagli Emirati arabi uniti e diretto a Tel Aviv, ma costretto ad atterrare in Arabia Saudita. Lo affermano due fonti e un funzionario israeliano citati dalla Cnn. E’ nato negli Emirati da padre omanita e madre siriana e ha vissuto per anni negli Emirati, ha precisato una delle fonti. La rete americana segnala un profilo LinkedIn con il nome di Hamam al-Hammami, nel frattempo rimosso così come account X e Instagram, che indica un lavoro di sette anni con Oman Air, concluso nel febbraio del 2025 e seguito da un’esperienza con Royal Air Maroc, da giugno 2025 allo scorso gennaio. Niente su Flydubai, sottolinea la Cnn a cui una fonte israeliana ha precisato che l’uomo lavorava per la compagnia solo da otto mesi.
Una delle fonti ha confermato che il profilo – che parla di studi alla Buckinghamshire New University – è del copilota del volo di fatti di mercoledì scorso. E una fonte dell’università ha confermato alla Cnn che una persona con quel nome ha concluso ha seguito corsi a distanza per tre anni, conclusi nel 2023 con una laurea in gestione dell’aviazione.
Secondo la Cnn, sul profilo LinkedIn c’erano solo due post, entrambi pubblicati in rapida successione mercoledì, circa nove ore dopo l’emergenza, il primo con immagini dalla cabina di pilotaggio di un Boeing 737 Max e anche clip con zoom su un aereo della El Al girate – secondo la rete americana – all’aeroporto internazionale di Dubai.
Inoltre, immagini di altri aerei El Al e anche uno di Arkia, altra compagnia aerea israeliana. Il video, riporta la Cnn, si conclude con foto dell’ex leader di al-Qaeda Aymar al-Zawahiri e di Humam Khalil Abu-Mulal al-Balawi, autore nel 2009 di un sanguinoso attacco contro una base Cia in Afghanistan.
Nel secondo post, un’immagine creata con l’intelligenza artificiale che unisce i tre luoghi sacri dell’Islam, La Mecca, Medina e Gerusalemme. Non è chiaro chi abbia pubblicato i contenuti, né se fossero stati programmati per la pubblicazione.
Secondo fonti citate nelle scorse ore da Al Arabiya English, il copilota di Flydubai aveva lasciato l’Oman dopo che le autorità gli avevano vietato di volare per timori legati a “idee estremiste”. Stando alle fonti dell’emittente di proprietà saudita, sarebbe stato influenzato da “idee estremiste” durante un soggiorno in Siria.
Ieri il Wall Street Journal scriveva che in passato l’Oman aveva vietato al copilota di volare per paura avesse sposato idee estremiste.
Dalle indagini è emerso che “il copilota ha tentato di compiere un atto di terrorismo”, ha detto stamani il Procuratore generale degli Emirati arabi uniti, Hamad Saif Al Shamsi, stando a dichiarazioni riportate dall’agenzia emiratina Wam in cui non viene però fatto il nome del copilota. Secondo la ricostruzione fornita, “ha aggredito il pilota utilizzando l’ascia di emergenza e ha cercato di prendere il controllo dell’aereo”. Proseguono, è stato precisato, le “indagini per chiarire tutte le circostanze e i moventi”.
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